I diari del pittore Keith Vaughan

Di Keith Vaughan ci rimangono non solo i suoi quadri, ma anche i diari pubblicati senza evidenti tagli nel 1989.

di Giorgio

L’arte non sempre paga, consente di sbarcare il lunario e pagare i conti a fine mese. Così il pittore Keith Vaughan (1912-1977), nonostante l’innegabile talento, gli esordi brillanti, dovette sempre arrabattarsi ad insegnare. Tuttavia fu proprio mentre sul finire degli anni ’40 teneva lezioni alla Camberwell School of Arts and Crafts che Vaughan incontrò Ramsey McClure, un giovane studente d’arte squattrinato che divenne il suo compagno di vita per quasi 30 anni.

Il loro incontro coincise del resto con un cambiamento di rotta anche nell’arte del pittore. Il suo stile si allontanò infatti progressivamente dalla scuola neo-romantica dell’immediato dopoguerra, concentrandosi sulla figura maschile e diventando via via sempre più astratta, lontana da quel primo punto di partenza.

Amico di scrittori importanti come Christopher Isherwood e E M Forster, Vaughan mantenne sempre contatti con l’intellighenzia gay di quegli anni, come dimostrano del resto i suoi diari pubblicati senza grossi tagli nel 1989. Fu sempre sulle quelle pagine di annotazione personale che l’artista ormai membro dell’Accademia reale e Commander of The British Empire, registrò anche gli ultimi momenti della sua vita. Avuta la notizia di un male incurabile, l’artista decise di farla finita ingerendo una dose massiccia di barbiturici, tuttavia prima che le pillole facessero il loro fatale effetto, Vaughan ebbe la freddezza di segnare sul diario anche quell’ultimo ed estremo passaggio.

Via | Gayfortoday