Omofobia a Roma, pugni in metropolitana: la storia di Ercole

Picchiato un uomo gay in metropolitana: è accaduto una settimana fa

Il protagonista di questa vicenda si chiama Ercole, è omosessuale, ed è stato vittima di violenza in metropolitana, fermata Cipro- a Roma. Stava aspettando che arrivasse il treno, era sera, il 22 settembre 2013, e ingannava il tempo scrivendo sul taccuino.

Ad un tratto, un ragazzo si avvicina e gli chiede se ha una sigaretta. Lui risponde di “No” e gli viene fatta una domanda ulteriore:

“«Che stai a fare a quest’ora qui da solo seduto su questa panchina?». «La mia voce esce con naturalezza così come la risposta. Non ci penso neanche un istante. ‘Prendo degli appunti frattanto che aspetto il mio compagno’ “

Un coming out naturale che provoca una reazione inaspettata. Prima l’insulto:

“Ma allora sei un finocchio, un fro*io di me*da!”

poi la violenza. Calci, pugni e altre offese:

“Alzo lo sguardo: vedo uno dalla testa rasata e gli occhi di ghiaccio. Un microsecondo ed un pugno c’entra il mio occhio destro fracassandomi l’arcata sopracciliare, il viso mi si riempie di sangue, mi chiudo a riccio intontito dal dolore. Altri tre pugni mi colpiscono al naso alla nuca ed ancora sul viso. Frattanto quel l’essere disadattato continuare a ringhiare: ‘finocchio, froc*o di merda’». Alla scena assistono due amici dell’aggressore: «Io sto lì rannicchiato seduto ancora sulla panchina gocciando sangue copiosamente. Sento altri due individui avvicinarsi e dire all’aggressore: ‘Eddai gliele hai suonate andiamo prima che arrivi qualcuno. Hai fatto bene fratello'”

Ercole racconta il suo dolore- fisico e mentale

“I tre si allontanano, gasati, sento, da lontano le loro voci divertite. Io resto immobile dolorante e zuppo del mio sangue, li fermo, perso nella cognizione del tempo solo il dolore e il sangue che scorre a scandirlo. Non ho idea di quanto tempo io sia rimasto li accasciato prima del sopraggiungere del mio compagno. Di sicuro so che per un attimo la mia stessa esistenza veniva riportata a cinquant’anni fa quando essere un omosessuale era una discriminante che si pagava nei casi più estremi con la vita stessa”

Via | La Fenice Gay

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