Ci lascia Gabriele Scalfarotto, tra i fondatori di Agedo

Tuttora presidente del circuito foggiano, e papà di Ivan – il senatore Pd -, Gabriele Scalfarotto si è tolto la vita nella sua casa pugliese

Ha deciso di andarsene così, dopo anni di lotte civili e il grandissimo merito di aver tra i fondatori di Agedo – tutt’ora presidente del circuito foggiano -, un’associazione che da anni sostiene e informa le famiglie di ragazzi e ragazze omosessuali, genitori che fanno fronte comune con i propri figli per richiedere pari diritti e condividere saperi, ansie e vittorie.

Secondo le note diffuse, Gabriele Scalfarotto si è tolto la vita nella sua abitazione in Puglia, la villa tra Zapponeta e Manfredonia, e le cause sarebbero ignote. Gabriele Scalfarotto, è il padre dell’onorevole del Pd, Ivan. Fonti, come il Mattino di Foggia, riportano che accanto al suo corpo è stato trovato un biglietto con un messaggio di addio ai figli. Probabilmente Gabriele Scalfarotto era vittima di crisi depressive. In un comunicato, firmato dal presidente Flavio Romani, l’Arcigay lo saluta così:

Con profonda tristezza abbiamo appreso della tragica scomparsa di Gabriele Scalfarotto, tra i fondatori di Agedo, l’associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali. Gabriele è stato uno dei papà pionieri nel nostro Paese, un genitore tra i primi ad essersi mobilitato per i diritti dei ragazzi e delle ragazze omosessuali. Con tempra e ostinazione ha dato corpo alla sua rivendicazione contribuendo alla nascita di un’associazione di mamme e papà “orgogliosi”. Quell’orgoglio è stato un balsamo per tante e tanti di noi e ha seminato fiducia nell’avvenire. Perciò oggi con dolore piangiamo la scomparsa di Gabriele e stringiamo in un abbraccio affettuoso il figlio Ivan e tutti i suoi cari.

Il lavoro di Gabriele Scalfarotto, di genitori e persone esemplari, continua a vivere, ad essere fondamentale.

Solo un mese fa, a seguito di un articolo del settimanale l’Espresso sull’emergenza omofobia, Italia antigay, nella versione cartacea corredato da foto non pertinenti al testo, particolari anatomici, adescamenti e darkroom, Gabriele aveva preso carta e penna e scritto una lettere veemente e lucida, di protesta, di cui pubblichiamo uno stralcio:

La mia indignazione nasce dallo stridere del testo drammatico (omicidi,  suicidi, aggressioni, licenziamenti ecc.) con quelle immagini; la mia indignazione nasce dalla modalità di rappresentazione dell’omosessualità per cui si sottolinea morbosamente la sessualità fino a rendere i gay esseri ipersessuati assurdamente lontani dalla normalità o se preferite dalla quotidianità… Mi domando quanti sono gli omosessuali (donne, uomini, studenti, disoccupati, operai, insegnanti, professionisti, discotecari, casalinghi, belli, brutti, timidi, estroversi, adolescenti, giovani, adulti, anziani) che si identificano in questa rappresentazione dell’omosessualità.

La redazione di Queerblog si unisce al dolore a porge le più sentite condoglianze ai familiari di Gabriele Scalfarotto.