Delle donne e delle professioni tecnologiche...

Women who tech

Da tempo ormai scrivo di donne e tecnologia, perchè io per prima mi sento non solo geek, ma anche profondamente affascinata da tutto ciò che è hi-tech; e sono convinta senza dubbio alcuno che la tecnologia sia anche per le donne. Non a caso si tratta di un sostantivo femminile...

Eppure esistono ancora molti "tabù" in merito: le donne starebbero alla tecnologia esattamente come al volante. Questo è il pensiero comune, e non solo fra gli uomini. Non funzionerà sempre così, o almeno me lo auguro e se lo augurano anche voci illustri del settore, che sostengono l'inevitabilità di un fatto: se le donne non entreranno in fretta e a pieno titolo nel mondo della tecnologia, rischieremo di retrocedere e il progresso potrebbe arrestarsi.

Cary Marsh gestisce una società di software e sostiene che alle conferenze e agli incontri di lavoro, le donne si contano sempre sulla punta delle dita, in mezzo a un mare di uomini; Teresa Schofield, presidente del gruppo Women in Engineering all'Institute of Electrical and Electronics Engineers, sostiene che i campi in cui impiegare le menti femminili sono innumerevoli e ognuno di questi settori avrebbe bisogno fortemente di donne (elettronica, robotica, energia, difesa, aerospaziale, istruzione...).

Philip Whiteman, direttore generale della Semta, ci fa sapere che le cose stanno cambiando, che sono già cambiate rispetto a diversi anni fa, ma molto, troppo lentamente, tanto che ad andare avanti così, riusciremo a raggiungere gli uomini nel settore tecnologico soltanto fra 50 anni. Ma di chi è la colpa? Perchè le cose stanno così?

Sempre Cary Marsh sostiene che c'entrino molto alcuni preconcetti di base: intanto le donne, secondo luogo comune, non avrebbero la mente abbastanza logica; poi non intraprenderebbero carriere scolastiche scientifiche per paura di annoiarsi e di non essere portate; in realtà sarebbe da sfatare anche un altro mito: per fare carriera nella tecnologia non è necessaria una laurea nel settore e ce lo dimostra una donna che è soltanto uno dei tanti esempi possibili, Kate Duggan, business development manager alla Select Innovations, laureata in diritto e lingue europee.

Colette Wade, vice-presidente per la software house Cornerstone OnDemand, esorta le ragazze e le donne a capire che la tecnologia non può essere noiosa e non lo potrà mai essere. La tecnologia è tutto, dal social networking agli strumenti di lavoro, ed è in continua evoluzione: riserverà sempre delle sorprese e lavorarci dentro pare sia anche decisamente glamour.

Fanno ben sperare le iniziative che alcune grandi aziende, come Cisco e Dell, intraprendono per coinvolgere e assumere sempre più personale femminile; così come sono ammirevoli gruppi come il CC4G, Computer Club for Girls, che mira ad avvicinare le ragazze tra i 10 e i 14 anni alla tecnologia, in attività extra-curriculari.

Insomma donne: che la usiamo o che la facciamo, la tecnologia è ormai il nostro mondo. E con coraggio dobbiamo sfatare tutti questi falsi miti: la tecnologia è donna e dobbiamo prenderne atto!

Via | Indipendent

  • shares
  • Mail