Troppi social fanno male?

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Se persino il fondatore di Twitter dice che troppi social fanno male, allora non ci resta che porci seriamente la questione. Mio marito, ve lo dico subito, sarebbe d'accordo con lui. Perché poi, visto che lui neanche sa come si usano? Ve lo dico io il perché: è geloso della mia presenza online. In realtà io sui social ci sto solo per motivi di lavoro, anche se ogni tanto capita una chiacchierata o uno scambio di battute. Eppure per lui tanto basta per considerarmi dipendente da questa socializzazione, diciamo così, virtuale.

E' però vero che in qualche modo ciascuno di noi sviluppa una piccola dipendenza dai mi piace alle proprie battute, dai repin, dai commenti e complimenti ai post sui blog personali. Per non parlare di chi si impegna ad analizzare le statistiche ed effettua una vera e propria ricerca su temi e parole chiave che possano far salire la propria popolarità. A volte, se nessuno ci ritwitta, se nessuno ci tagga, ci sembra davvero di non esistere.

Forse ogni tanto sarebbe interessante staccare per una settimana, in modo totale, per scoprire, così, che siamo ancora al mondo, che il senso dei nostri pensieri, delle nostre battute, delle nostre idee e il loro valore sono intatti. Il punto, però, è che non tutti, fuori dai social, riescono ad incontrare persone con interessi comuni. Allora, forse, i problemi non nascono dai social, ma tutto ciò che li precede e li rende così significativi. Voi cosa ne pensate e, dite la verità, quanto tempo al giorno passate su pc e smartphone?

Foto | Flickr

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