Barbie for president?

una collezione di barbie

Forse lo sapete già: negli anni insieme alla Barbie sirena sono comparse le varie Barbie professionisti (chirurgo, astronauta, ingegnere e via dicendo). Ora la Mattel ha prodotto, insieme all' associazione «White House Project», che si occupa della carriera delle donne, la Barbie presidente.

Leggo online:

Tailleur rosa, con richiami patriottici blu, bianchi e rossi, disegnato niente di meno che da Chris Benz, uno degli stilisti preferiti dalla First Lady Michelle Obama, per il look da candidata Barbie per la prima volta dopo 53 anni abbandona gli scomodi tacchi a spillo e opta per la zeppa che le consentirà di stare letteralmente in piedi senza appoggio.

Vi dico subito che su Facebook, tra colleghe, ne stiamo già discutendo: davvero questa Barbie può avere un impatto nella vita delle nostre bambine? Personalmente non credo, credo invece che produca un'idea distorta delle donne al potere, prese tra parrucchiere, ceretta e moda. First Lady di contorno piuttosto che protagoniste (al di là delle teorie che vogliono le mogli dei presidenti più influenti dei mariti) e soprattutto, First Lady rigorosamente bianche (vi immaginate Barbie segretaria con bambola presidente non caucasica?).

Allora le donne belle e curate non possono comandare? La politica è delle brutte? Una bambola brutta sarebbe più utile? Naturalmente no. Ma perché oscillare tra i due poli? La maggior parte delle donne sono normali ovvero ognuna con caratteristiche proprie e ineguagliabili. Ricondurre tutte le donne ad un solo standard significa sminuirne la ricchezza.

A questo punto, naturalmente, sorge anche un'altra domanda. La Barbie se non aiuta l'emancipazione la limita? Ovvero: giocare troppo con Barbie ci ha rese tutte un po' leziose e, diciamola tutta, deficienti? No. In qualche modo questi modelli diventano un riferimento marcato solo se tutto il sistema di valori in cui cresciamo è allineato con essi. Il che, a volte, guardandomi intorno, accade forse un po' troppo spesso. Vigilate, fan di Barbie, vigilate!

Ciò non toglie che mantenere viva la conversazione su questi temi non possa che farci bene.

Foto | Flickr

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