Marjane Satrapi, storie e polemiche di una donna iraniana

Olga Berrios A molti appassionati non è piaciuto come si è comportata alcune settimane fa al WOW, il museo del fumetto di Milano, quando si è alzata e se ne è andata via perché:

offesa di essere avvicinata a fumetti commerciali come I Puffi e Ken il guerriero.

Ma in ogni caso Marjane Satrapi, iraniana naturalizzata francese, resta uno dei grandi nomi del fumetto d'autore contemporaneo. Dopo il successo di Persepolis, storia di un'infanzia e adolescenza tra Oriente integralista e Occidente libero ma non senza pericoli, Marjane ha continuato e continua a disegnare fumetti e non solo, visto che nelle sale cinematografiche è uscito un film tratto da una delle sue opere, diretto da lei, e cioè Pollo alle prugne.

Mentre Persepolis era un film d'animazione, Pollo alle prugne è un film dal vero, realizzato in collaborazione con Vincent Parronaud, con attori come Mathieu Almaric, Chiara Mastroianni, Maria de Medeiros e Isabella Rossellini, immersi tutti in un'atmosfera da fiaba surreale e fuori dal tempo. L'autrice porta i suoi spettatori, come aveva già fatto con i suoi lettori, nell'Iran degli anni Cinquanta, dove un violinista che ha visto il suo strumento distrutto dalla moglie, si lascia morire, pensando al suo passato e ai suoi amori, primo fra tutti quello per la musica, simbolo di libertà.

Una libertà di essere se stessi che torna nelle opere dell'autrice, che parla della sua condizione di esule e dei rapporti con la sua cultura d'origine. Oltre che Persepolis e Pollo alle prugne, sono anche disponibili tradotte in italiano le due altre opere della Satrapi Taglia e cuci, storia di confidenze su amore, sesso, matrimonio e vita di un gruppo di donne iraniane oggi, e il racconto fiabesco illustrato Il sospiro. Ha realizzato inoltre per il mercato francese alcuni libri per bambini e collabora con il New York Times pubblicando periodicamente delle vignette sull'attualità.

Via | Luca Boschi AfNews
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail