Omofobia nella storia: la tragedia del giovanissimo Giovanni di Giovanni

La vicenda drammatica di un giovane omosessuale che, nella Firenze del 1300, cadde nella rete d’odio tessuta dalla Chiesa e dai suoi uomini.

di Giorgio

In una Firenze ancora trecentesca e pesantemente segnata dalla morte nera, il povero Giovanni di Giovanni, un adolescente accusato pubblicamente di essere stato il partner di più uomini, pagò probabilmente con la vita la sua conclamata diversità. Vittima di un’atmosfera minacciosa e gravida di morte che aveva trovato nella Chiesa (e nei suoi uomini) il proprio campione. Dal pulpito preti e vescovi avevano infatti tuonato per mesi contro i sodomiti che avevano provocato l’ira divina, solo a loro si doveva imputare l’ epidemia di peste che aveva seminato morte e distruzione in tutta la città.

In quella fitta rete di odio, in quelle terribili maglie barbare che una volta imprigionata la preda non la lasciavano più andare fino all’ultimo rantolo, finì anche lo sfortunatissimo quindicenne. A lui toccò l’ignominia di dover sfilare legato al dorso di un asino per le strade della città, di essere brutalmente castrato e di venire infine intimamente ustionato da un ferro rovente. Una punizione atroce che, in tutta probabilità (mancano documenti e conferme ufficiali), mise la parola fine alla vita dell’infelice.