Condannati gli assassini del giovane Daniel Zamudio, ucciso perché gay

I quattro accusati della morte di Daniel Zamudio, ventiquattrenne cileno ucciso perché gay, sono stati riconosciuti autori del delitto e condannati dalla giustizia cilena.

di robo

L’assassinio di Daniel Zamudio ha scosso la coscienza della società cilena (e di tutto il mondo, a dire il vero), commossa dalla brutalità che ha portato alla morte questo ragazzo, ucciso perché omosessuale. Ora, un anno e mezzo dopo la sua morte, gli assassini del giovane Daniel sono stati condannati per omicidio.

Secondo la sentenza del Tribunale di Santiago del Cile, Daniel Zamudio è morto il 27 marzo 2012 per via delle percosse che ha ricevuto durante l’efferata aggressione subita il 3 marzo nel Parque San Borja e ha ritenuto responsabili della sua morte Alejandro Angulo, Patricio Ahumada, Raúl López e Fabián Mora. Nel verdetto si dà conto anche del calvario che ha dovuto patire Daniel durante l’aggressione, tra cui pugni e calci in faccia e, in particolare sulle orecchie e la frattura della gamba destra con una pietra di otto chilogrammi (secondo la ricostruzione la pietra gli sarebbe stata scagliata addosso una decina di volte). Atti che hanno fatto aumentare in maniera disumana le sue sofferenze, come riconosce la sentenza stessa. Tra le altre brutalità dell’aggressione, segnaliamo che, quando già Daniel era incosciente, gli aggressori gli hanno spaccato una bottiglia in testa e poi, con il collo rotto della stessa bottiglia, gli hanno inciso una svastica addosso. Al momento non si conosce la pena che sarà comminata ai quattro assassini: tale pena sarà resa nota lunedì 28 ottobre prossimo.

A seguito della morte di Daniel Zamudio, il Cile ha approvato una legge contro la discriminazione. La legge è stata promulgata a luglio 2012 dal presidente Sebastian Piñera che, dinanzi ai genitori di Daniel, ha sostenuto che

non possiamo dimenticare che fu solo dopo il crudele assassinio di Daniel Zamudio, morto proprio per via della discriminazione, dell’odio e dei pregiudizi, che il Cile si è deciso a compiere un passo in avanti nella costruzione di una società più giusta, più inclusiva, più accogliente per ognuno dei nostri compatrioti.

Pochi mesi dopo, a dicembre 2012, c’è stata la prima condanna per discriminazione in applicazione di questa legge che è nota come “Legge Zamudio”.

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