Due miliardi di donne sottopagate, dov'è il problema?

murale no money

Leggo l'articolo di cui sto per parlarvi e penso: qual è la novità? Ormai abbiamo capito che per quanto riguarda i diritti delle donne, da quello alla vita, alla salute, alla determinazione di sé, ad uno stipendio equo, non c'è più nulla di nuovo da dire. Il quadro generale è sconfortante e mi sento ancora peggio quando Eve Ensler, famosa autrice de I monologhi della vagina, ricorda che anche negli States le donne guadagnano di meno degli uomini, a parità di incarichi, carichi di lavoro e responsabilità personale.

Veniamo alla notizia: si tratta di un rapporto che ha per oggetto le donne asiatiche. Due miliardi di loro non sono pagate adeguatamente e non arrivano ad occupare posti dirigenziali o ad essere rappresentate ad alti livelli. Le asiatiche. Per noi in Italia va forse meglio? Il fatto che da loro a volte gli stipendi femminili siano inferiori del 60% rispetto a quelli maschili, rende forse meno grave il fatto che i nostri lo siano in percentuale minore?

Credo sia arrivato il momento di non perderci nei confronti. I dati statistici non devono servire a farci sentire meno peggio. Il fatto che da noi non ci sia l'aborto selettivo non vuol dire granché se in Italia viene uccisa una donna ogni due giorni. Indipendentemente dalla cultura, dal luogo di origine, dalla religione osservata, la donna è sempre e comunque discriminata. Non consoliamoci. Perché siamo tutte nella stessa barca ed è ora di cominciare a decidere dove vogliamo andare e come ottenere dei risultati concreti. Per tutte.

Foto | Flickr

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