Guerra tra Amish, quattro donne nel commando taglia barbe e capelli

I capelli, simbolo di bellezza, sono anche il nostro punto debole. Voi come avreste reagito al posto degli Amish?


Che c’entrano gli Amish con Pinkblog? Ora ve lo spiego, ma prima devo raccontarvi qualcosa sui loro usi e costumi. Gli Amish, una comunità religiosa di origine europea ed emigrata negli Stati Uniti verso il settecento, seguono quella che considerano una regola biblica: le donne non si tagliano i capelli, gli uomini non si radono a partire dal matrimonio. Questa scelta non è ovviamente di stampo estetico, ma riguarda il loro rapporto con la fede. Un po’ come per una religioso cattolico indossare un certo tipo di abito.

Ecco perché è stato considerato gravissimo l’attacco che un gruppo, chiamiamoli così, di separatisti Amish ha riservato ad una comunità considerata rivale. Tra gli aggressori del commando formato da 16 persone c’erano anche 4 donne che armate di forbici e rasoi, hanno tagliato capelli e barba a quelli che una volta erano fratelli nella fede. Un atto oltraggioso e umiliante. Il fatto, avvenuto lo scorso ottobre, sta ora ritornando sui giornali per via del processo in corso.

Mentre lo leggevo mi tornavano in mente i vari significati che le donne nei secoli hanno attribuito ai capelli. Tagliarli o portarli lunghi ha significato, di volta in volta, consacrazione (le monache una volta dovevano tagliarli davvero cortissimi e non solo per praticità), ribellione (pensiamo ad “Hair” degli anni sessanta), conformismo. In ogni caso, cortissimi o fluenti, i capelli dicono molto di noi. Ecco perché anche a me, che non sono Amish, questo attacco fa impressione e mi sono immedesimata nelle donne che lo hanno subito.

Allo stesso modo mi è tornata in mente una scena del famoso film Bolero: una donna francese, svergognata pubblicamente per aver avuto una relazione con il nemico occupante, ovvero un ufficiale tedesco, viene rapata a zero e portata in giro con un cartello appeso al collo. A volte mi capita di non poterne più di articoli sulle acconciature alla moda, eppure non posso non trovare interessante l’attenzione che dedichiamo a questa parte di noi.

I capelli sono la prima parte del nostro corpo che subisce dei cambiamenti: li tagliamo, li tingiamo, li allunghiamo non appena litighiamo con i nostri uomini. Al comparire delle prime rughe cerchiamo il taglio adatto a sminuirle. Se li portiamo bianchi cambiamo il nostro modo di truccarci e di vestirci. Se un uomo ama i nostri capelli gli diamo subito dei punti in più rispetto ai suoi concorrenti.

Capelli velati, svelati, curati, oltraggiati. A volte sembrano contare così poco e stabilire un confine tra chi si occupa di cose importanti e chi si occupa di temi frivoli. Eppure, eppure, dover ragionare sul valore della nostra capigliatura mi sta riportando a ragionare sul fatto che noi non abbiamo un corpo, ma siamo anche corpo. Però non temete, le elucubrazioni filosofico esistenziali le tengo da parte per un’altra occasione.

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