Se l’esposizione mediatica aumenta pian piano, con spot, manifesti, e la famiglia omosessuale entra nell’immaginario (lo ha fatto l’Ikea, e una nota marca di materassi ha proposto una coppia omo, oltre che una etero), gli attori gay americani lamentano, con tanto di ricerca ad attestarlo, di trovare, comunque, anche in ambienti di questi tipo, delle discriminazioni.

Una ricerca commissionata dalla Screen Actors Guild – American Federation of Television and Radio Artists (SAG/AFTRA), intitolata: Sexual Orientation & Gender Identity, Diversity in Entertainment: Experiences & Perspectives of SAG-AFTRA Members, che potete leggere e scaricare a questo link, spiega:

Come performer trovare lavoro può rivelare importanti differenze tra LGBT e non- LGBT (…) la maggioranza degli intervistati ha trovato l’ultimo ingaggio da attore, attraverso un agente (34%) o mediante un direttore di casting (21%). Gli intervistati hanno inoltre riferito di aver scoperto il loro ultimo lavoro online o tramite un annuncio stampa (18%) , attraverso un amico o collega (12%), attraverso il loro manager (5%), e attraverso altri mezzi (10%). (…) Gli ntervistati LGBT hanno meno probabilità di avere un agente che gli intervistati non- LGBT ( 47 % vs 52%) , ma questa differenza è maggiore, colpisce per gli uomini gay e bisessuali contro uomini eterosessuali (46% vs 54%). Di coloro che hanno unagente, LGB intervistati hanno meno probabilità degli intervistati di essere soddisfatti del loro attuale agente (28% contro 32%). Nessun intervistato transgender aveva agenti.

Sembra dunque che più della metà degli artisti omosessuali ha sentito registi pronunciare insulti omofobici, sul set, durante le riprese. Mentre il 16% dichiara di aver subito discriminazioni, il 9% ha subito danni professionali a causa dell’orientamento sessuale. Anche se le scene gay impazzano e molti attori (e la ricerca lo conferma) non hanno subito danni interpretando personaggi gay. La conferma come star internazionale, per Javer Bardem, ad esempio, arriva interpretando il poeta gay cubano, in esilio, Reinaldo Arenas, in Prima che sia notte, di Julian Schnabel, ma come non menzionare, di contro, le accuse sollevate allo star system dal parte dell’attore Rupert Everett, che più volte si è detto contrario al coming out per gli attori.

Rupert Everett continua a insistere perché i giovani attori gay non parlino mai del proprio orientamento sessuale. In un’intervista alla BBC, ecco cosa ha dichiarato alla BBC:

Gli uomini eterosessuali hanno più opportunità di interpretare personaggi gay e poi vincere premi, ma questo al contrario non funziona.

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