Magazine is not dead

Si parla sempre meno di editoria, internet ormai la fa da padrona e alcune importanti testate come il New York Times hanno annunciato il conto alla rovescia, pare che entro il 2010 molte riviste elimineranno il supporto cartaceo che verrà sostituito dal digitale, e le edicole? forse serviranno solo per i gormiti e le figurine


Si parla sempre meno di editoria, internet ormai la fa da padrona e alcune importanti testate come il New York Times hanno annunciato il conto alla rovescia, pare che entro il 2010 molte riviste elimineranno il supporto cartaceo che verrà sostituito dal digitale, e le edicole? forse serviranno solo per i gormiti e le figurine dei calciatori.
Io sono un grande appassionato di magazine, ne ho tantissimi e amo vederli ingiallire, annusarli, toccarli e non credo che la carta possa essere sostituita da un freddo e assettico monitor, o almeno lo spero.
Immaginate arrivare al bar e non trovare più la gazzetta dello sport, leggere la cronaca locale nel display del telefonino o trovare la nonna in poltrona che risolve i cruciverba della settimana enigmistica nel suo laptop, che orrore.

La rivista good ha pubblicato una top 100 delle migliori riviste di tutti i tempi, autore di questa discutibile classifica Graydon Carter direttore dell’edizione americana di Vanity Fair.
Il podio è occupato da Esquire, l’argento al New Yorker e il bronzo a Life.

Scorrendo la classifica ci sono delle belle sorprese: al sesto posto Mad la rivista di satira e comics fondata dal genio di William Gaines che ebbe un’enorme successo commerciale e che con le sue dissacranti parodie fece da apripista ad innumerevoli progetti editoriali, al decimo posto Colors, la rivista fondata da Tibor Kalman e di cui la United Colors of Benetton è il mecenate, magazine che ha subito nel corso degli anni cambiamenti ed evoluzioni, negli ultimi tempi aveva perso un pò di colpi ma si sta riprendendo ed alcuni numeri sono dei capolavori (refugees e madness in testa).
Al ventisettesimo posto la defunta The Face a cui avrei dato qualche posizione in più, rivista che negli anni ottanta ha avuto la direzione artistica di Neville Brody e che per noi giovani grafici di periferia era sicuramente un riferimento ed una sorgente di informazioni su quello che accadeva nelle capitali più cool del mondo, chiudo la mia personale classifica con Eros, ventinovesima posizione, una rivista d’ avanguardia di cui uscirono soltanto 4 numeri (li ho tutti) di cui Herb Lubalin è stato l’ideatore assieme a Ralph Ginzburg, forse uno dei primi esperimenti che portarono allo sdoganamento di tematiche come il sesso e la pornografia visti attraverso una nuova prospettiva con un forte accento artistico.
Via Zite Zipel

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