Le donne rendono infelici gli uomini?

Uomo triste

Secondo la rivista francese LePoint, le donne di oggi renderebbero infelici gli uomini. Donne di oggi, diverse da quelle di ieri. Uomini invece...sempre uguali. Perchè questo sembra risultare chiaro dall'analisi fatta dal magazine: sarebbero i nuovi ruoli della popolazione femminile nella società, nel lavoro e anche in casa a rendere quanto meno disorientati i maschietti, spodestati dai loro troni e privati dei loro scettri. Uomini che quindi faticano a cambiare forma mentis, uomini che continuano a credere di dover in qualche modo prevalere, cacciare e comandare.

Una donna in carriera dunque (dove per carriera si può intendere un lavoro qualunque), potenzialmente indipendente, libera di scegliere di non mettere la casa necessariamente al primo posto, farebbe sentire l'uomo inadeguato, forse piccolo e insignificante, quasi inutile. E quindi infelice. Eppure qualche segno di cambiamento c'è, almeno in alcune parti del mondo: in Norvegia e in Svezia il congedo per paternità ormai è una normalità, ad esempio. Di altre regioni più a Sud è meglio non parlarne, potrebbe venirci il mal di stomaco.

Tutto questo è in qualche modo deprimente, ma forse ancora comprensibile se guardiamo ai retaggi culturali a cui le generazioni precedenti ci hanno abituati. Eppure io conosco diversi uomini, anche provenienti da culture ancora profondamente arretrate, che risultano infelici per delle ragioni in qualche modo contrarie, perchè le donne che hanno accanto non dimostrano di avere gli attributi.

L'infelicità degli uomini, un argomento toccante poi (o nemmeno tanto??), secondo me passa attraverso qualcos'altro: passa attraverso la mancanza di dialogo, la mancanza di attenzioni, l'incapacità di suscitare interesse e di tenere vivo un fuoco che facilmente può spegnersi. E non centrano il lavoro, la parità dei sessi o i figli: la questione è molto più sottile e risiede nel fatto che in molti nella coppia, uomini e donne che siano, non comprendono quanto sia profondamente sbagliato sedersi. Sedersi e aspettare che qualcosa arrivi e ci travolga. E non fare niente, rimanere inermi, convinti di una sicurezza che la vita non ci può regalare, per definizione. Invece di costruirla una sorta di "sicurezza", la diamo per scontata, senza renderci conto che in realtà non esiste.

E così gli amori finiscono, le storie si consumano, i tradimenti proliferano. Non diamo la colpa all'emancipazione della donna; diamo piuttosto la colpa alla mancanza di entusiasmo e chiediamoci se davvero usiamo tutte le nostre armi per vivere la vita con grinta. Perchè se non siamo in grado di farlo, allora non dobbiamo più stupirci dell'infelicità, femminile o maschile che sia.

Foto | Flickr

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