Catene invisibili: lo humor per parlare di violenza domestica

Forse il titolo Chaînes invisibles- Catene Invisibili ci riporta alla memoria un vecchio film di Mario Mattioli con la giovane Alida Valli, un drammone anni '40 che ruotava attorno alla vita tormentata della protagonista. In realtà, sebbene l'omonimo "Chaînes invisibles", documentario teatrale made in France, tratti anch'esso di storie di donne, di tormenti, di vite difficili, lo fa in chiave ironica, tenendo così in scacco i sentimenti di paura e sconfitta, propri di chi subisce violenze domestiche (in alto il video del trailer).

Il merito di tramutare un semplice laboratorio teatrale in un documentario vero e proprio, per aiutare le altre donne e per sensibilizzare la gente al problema, va a quattro volontarie dei centri sociali Balzac e di Portes du Midi, che hanno filmato i racconti, le storie, le esibizioni delle narranti. Attraverso canti, comicità, leggerezza si stigmatizza il problema principale, la paura di parlare, quella di non essere capite e di essere sottovalutate.

Per tutta la settimana, le principali strutture associative proietteranno il film, con la speranza di portare il dibattito sulla delicata tematica, a livello nazionale. Ci spera Jérôme Huet, direttore dell'Eds di Vitry, che sottolinea come sia di vitale importanza rompere le catene del silenzio e raggiungere tutti coloro che si trovino in difficoltà. A tale proposito, un ausilio irrinunciabile, è la rete di lotta contro la violenza, intessuta dalle stesse donne per le altre donne. Un punto di riferimento per far conoscere anche le strutture più vicine che offrono aiuto, per rompere il silenzio attorno alla tematica e far uscire le vittime dall'isolamento.

Via | Leparisien
Foto | Flickr

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