Toponomastica femminile: in Italia poche strade in rosa

Targhetta della via

In Italia, i nomi delle strade dedicate a personaggi femminili sono pochissime. La sconfortante notizia ci arriva tramite una sorta di censimento di vie, promosso dall'associazione Toponomastica Femminile, che si muove su più fronti per provare a riequilibrare pazientemente la situazione vigente.

Il gruppo di donne che si interessa della questione ha inviato ai sindaci dei comuni italiani un invito a cooperare, in primis per avere cifre e dati quanto più possibili vicini al reale e, in secundis, per allontanare l'Italia dal suo misero 5% di presenza di nomi di donne sulla segnaletica. L'Associazione fa notare come, fino ad ora, poche località si siano mosse nel verso della collaborazione. Fanalino di coda soprattutto le regioni del Nord quali Toscana, Liguria, Trentino Alto Adige, più l'Abruzzo, come realtà centrista.

Al contrario un dato positivo pare sia arrivato dalla Puglia, coi suoi 125 consigli comunali aderenti alla conta. E dal comune di Olmedo, in Sardegna, che lo scorso 8 marzo, avrebbe intitolato bel 19 strade a donne illustri della storia, contendendosi con Oslo la supremazia della città europea con le vie più "femminili".

Il progetto si estende anche su facebook e sul web, coinvolgendo gli abitanti delle province italiane nel dare una mano alla causa, e persino negli Atenei, con "Toponomastica on Campus" che punta a dare quote rosa anche alle strade delle cittadelle universitarie. L'obiettivo non è solo rendere onore alle grandi donne, ma anche fare si che nel "mucchio" non ci siano solo figure religiose, che detengono la maggioranza delle vie al femminile in Italia, ma anche a personalità di spicco nel mondo dell'arte e della letteratura.

Maria Pia Ercolini, professore di geografia all'Istituto Giulio Verne di Roma, che ha fondato la campagna, spiega come durante le sue ricerche si sia resa conto spesso dell'invisibilità delle donne nel campo della cultura. Per questo ha deciso di condividere le informazioni su questo particolare tipo di discriminazione, mettendo anche pressione sui singoli comuni. Fine ultimo, ma chissà quanto potrebbe volerci, vedere il 50% delle strade, delle piazze, dei giardini d'Italia, intitolati a donne.

Sarà un progetto fattibile o è utopico come la Città del Sole del filosofo Tommaso Campanella? Ai posteri, temo sia proprio il caso di dirlo, l'ardua sentenza.

Via | Womensenews
Foto | Facebook

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