Uno studio afferma: la spirale è il metodo anticoncezionale più efficace

IUD

La ricerca è della Washington University School of Medicine di St. Louis ed è stata effettuata su un campione di 7500 donne di età compresa fra i 14 e i 45 anni. Ebbene, tale studio ha dimostrato che chi sceglie la pillola anticoncezionale, il cerotto o l'anello vaginale ha 20 volte più probabilità di avere una gravidanza indesiderata rispetto a chi usa, a lungo termine, metodi come la spirale o altri analoghi impianti.

I risultati della ricerca, pubblicati sul numero dello scorso 24 maggio del New England Journal of Medicine, dimostrano come i dispositivi intrauterini abbiano un margine di errore inferiore all'1%, oltre che essere il metodo più "rispettoso" dell'intimità e più discreto. Le gravidanze indesiderate restano un grave problema negli Stati Uniti e i numeri parlano chiaro, quasi tre milioni ogni anno. Un dato che lascia di stucco se si pensa che proviene da un paese sviluppato.

Sappiamo che le IUD e gli impianti hanno tassi di fallimento molto bassi: meno dell'uno per cento. Ma anche se sono molto efficaci e si sono dimostrati sicuri nelle donne e nelle adolescenti, sono scelti dal 5,5 per cento delle donne americane che fanno uso di contraccezione.

Ce lo dice Brooke Winner, autore della ricerca, attribuendo la scarsa percentuale di utilizzatrici a un costo ancora troppo elevato dei dispositivi. L'inserimento della spirale va fatta da un medico o da altro personale specializzato e l'operazione raggiunge i 500 dollari di spesa, una cifra che poche donne possono permettersi di spendere. Quando IUD e impianti sono forniti gratuitamente, invece, la percentuale di donne che optano per questo mezzo contraccettivo sale al 75%, a conferma della tesi secondo cui la diffidenza sarebbe nei prezzi e non nelle modalità.

Se devo dire la mia riduco a due la lista delle perplessità. Non entro nel merito dei metodi per evitare gravidanze indesiderate, sebbene reputi la spirale neanche così sicura come la vogliono far passare, specie nelle giovani donne. Ma mi vengano concessi un paio di appunti. Uno, possibile che in un paese occidentale ancora ci siano cifre astronomiche legate alle gravidanze non pianificate? Oltre a sdoganare il sesso, portando l'abbattimento dei tabù come segno di civiltà e progresso, non sarebbe necessario accompagnare la modernità (se davvero di modernità si può parlare) con una corretta educazione, in questo caso sessuale? No perché mi viene in mente anche un altro annoso problema legato al tema: quello delle malattie sessualmente trasmissibili, che spopolano nel nuovo continente e da cui la IUD non protegge.

Due, se avessi una penna rossa per sottolineare l'articolo farei un cerchio attorno all'età minima delle ragazze oggetto dello studio della Washington University, 14 anni. Non che sia anormale avere rapporti in giovane età, ma quello che mi scuote è vedere come oramai si considerino donne quelle che ieri, invece, erano solo adolescenti. Provocazione: non sarà che guardarle come se fossero già grandi le aiuti a pensare di esserlo per davvero? Inutile dire che lo sviluppo avviene molto più precocemente che in passato, ma il più delle volte il cervello riflette esattamente l'età anagrafica.

Via | Nydailynews
Foto | Flickr

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