Studentessa di 23 anni inventa uno stupro a Napoli

La laurea che tutti aspettano che non ci sarà, la pressione e la superficialità, questi i motivi che hanno spinto una 23enne napoletana ad inventare uno stupro


La violenza sulle donne è un argomento molto delicato e sul quale non si può e non si può e non si deve scherzare, una cosa importante, una lotta di tutti che deve essere onorata e rispettata. Una studentessa napoletana di 23 anni ha detto una bugia che ha scatenato il finimondo, ha detto a tutti di essere stata stuprata ma in realtà era solo un modo per distrarre i familiari e gli amici dalla laurea in Beni Culturali che doveva essere l’indomani, ma che invece non ci sarebbe mai stata dal momento che mancavano ancora 10 esami.

Questa vicenda mi fa fare due riflessioni, la prima è che chissà a quale pressione doveva essere sottoposta questa ragazza per arrivare a questo punto, quanta sofferenza ci stava dietro questa bugia, o almeno voglio sperare che dietro non ci sia solo tanta superficialità. La seconda è che se noi donne non diamo valore a certi argomenti come possiamo pensare che lo facciano gli altri? La violenza sulle donne non è una questione domestica, ma sociale, è un problema che ci riguarda tutti molto da vicino.

Questa 23enne napoletana ha messo su una bugia che ha sconvolto la famiglia, l’Università Federico II, le altre donne che erano scese in piazza, il sindaco, gli assessori e gli esponenti di tutte le forze politiche cittadine. La storia che ha raccontato era fin troppo articolata e in certi punti anche poco credibile, si è procurata da sola bruciature di sigaretta e si è fatta trovare con i segni di un violento rapporto sessuale, con ecchimosi ed escoriazioni nelle zone intime. Dopo essere stata messa alle strette, la ragazza ha telefonato in lacrime al padre che le ha detto di avvertire le forze dell’ordine.

Una storia che lascia l’amaro in bocca. Voi che ne pensate?

Foto | Getty Images
Fonte | Il mattino

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