Ucciso Ludovico Corrao: c’è un retroscena gay?

L’ex senatore Ludovico Corrao è stato ucciso con violenza dal maggiordomo bangladese di 21 anni. Riemergono vecchie voci sull’omosessualità dell’intellettuale sicialiano, ex sindaco di Gibellina

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Un anziano signore, eccentrico ed elegante, viene ucciso con violenza nella sua casa, un baglio siciliano inondato di sole: prima colpito alla testa con una statuetta, poi finito con una coltellata alla gola. Confessa l’omicidio un giovane immigrato del Bangladesh, 21 anni, assistente, factotum e badante della vittima. Vi suona familiare un quadro di questo genere?

Devo ammettere che appena ho sentito dell’omicidio di Ludovico Corrao, 84 anni, mi ha incuriosito la vita di questo anziano avvocato siciliano, impegnato in politica, intellettuale, schierato dalla parte dei diritti civili, come la prima donna, Franca Viola, che rifiutò il “matrimonio d’onore” dopo il sequestro. Il suo impegno come sindaco di Gibellina nel tentativo di ricostruire l’area colpita dal terremoto del Belice e l’esperimento politico che coinvolgeva Pci, Msi e parte della Dc siciliana.

Poi però hanno cominciato a colpirmi – oltre alle foto della vittima – le modalità dell’omicidio realizzato con estrema violenza e alcuni dettagli riportati dai giornali, come la proverbiale “eccentricità” di Corrao,

che vestiva in modo vistoso indossando cappelli a larghe falde e lunghe sciarpe bianche

Classica descrizione di un anziano omosessuale d’altri tempi, rafforzata poi dalla confessione dell’omicida, un giovane, giovanissimo domestico che faceva anche da badante a Corrao. Una serie di indizi che da soli, comunque, non vogliono dire niente, anche se si inquadrano nel più classico omicidio con un anziano uomo gay nella parte della vittima: del tipo anziano antiquario o anziano critico d’arte accoltellato in casa.

Poi però ecco l’articolo del Corriere della Sera, in cui Felice Cavallaro, insieme a un bel ritratto della vittima, non tace le antiche voci sulle preferenze di Corrao:

Quante volte erano echeggiate le chiacchiere su una presunta omosessualità con domande schiacciate dalla replica di Corrao: «Non capisco. Sarebbe un merito o un demerito?». Come dire che la vita privata di un uomo è storia dell’uomo stesso, che critiche o giudizi vanno espressi sulle opere di ogni giorno.

In ogni caso, cambierebbe qualcosa sapere che Corrao è stato ucciso per un movente passionale in qualche modo legato a una possibile omosessualità? Per la vittima certamente no, per la società forse sì. Ci direbbe che l’omosessualità non è una moda degli ultimi anni, che nel passato veniva vissuta in maniera diversa e che per l’ennesima volta una persona è stata uccisa per il suo modo di amare o almeno di desiderare. Non ci darebbe risposte, ma solo altre domande e altre riflessioni.

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