L’omosessualità nell’arte di Grant Wood

Tripp Evans apre nuove, interessantissime prospettive sull’arte di Wood. Una biografia che scava nel talento del celebre pittore americano.

di Giorgio


I quadri di Grant Wood (1891-1942), figura di primo piano della corrente del Regionalismo, hanno un linguaggio nascosto, un codice misterioso che solo una volta che l’abbiamo fatto nostro ci condurrà anche all’uomo ed a suoi segreti. L’omosessualità di Grant è stata affrontata per la prima volta da Tripp Evans in una bellissima e complessa biografia uscita in America alcuni mesi fa. Passo davvero fondamentale, visto che tutti i precedenti biografi l’avevano completamente ignorata, come se il talento di un artista fosse quasi un compartimento stagno, isolato da tutto il resto.

Cresciuto in una famiglia quacchera, Grant Wood si trovò dunque a vivere in una società chiusa, dove l’omosessualità era considerata un crimine punito anche con la castrazione. Inevitabilmente la sua arte divenne una preziosa valvola di sfogo, il luogo in cui il pittore del celebre Gotico americano (il dipinto ispirò anche le scene iniziali del film Rocky Horror Picture Show) poteva parlare (rigorosamente in codice) anche della propria sessualità.

Via | Artandantiquesmag

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