Matrimonio gay in Italia: il movimento lgbt inizia a muoversi timidamente?

Paola Concia propone un ricorso per il riconoscimento delle nozze gay in Italia


Paola Concia ha lanciato la proposta di un ricorso alla Corte di Giustizia europea perché l’Italia riconosca i matrimoni tra persone dello stesso contratti all’estero. All’ANSA la Concia ha detto:

“Sono stufa della infinita quantità di insulti ricevuti da me e Ricarda da parte di esponenti politici di destra. Ho capito che bisogna rispondere con la concretezza. Perciò chiamo a raccolta le tutte coppie omosessuali che si sono sposate all’estero: che mi contattino alla mia mail in Parlamento per avviare a settembre una causa collettiva per vedere riconosciute le nostre unioni anche in Italia. A questo punto è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme – perché siamo tanti e questo Paese ha bisogno di crescere. È arrivato il momento di mettere insieme le forze, e io mi metto a disposizione. Chiedo di contattarmi così facciamo una causa comune e cerchiamo di vincerla”.

Le coppie dello stesso che si sono sposate all’estero, quindi, sono invitate a contattare l’onorevole Concia via email. Invitiamo le lettrici e i lettori dello stesso sesso che si sono sposati all’estero e che leggono Queerblog a contattare la Concia.

L’iniziativa della Concia è piaciuta anche ad Arcigay che propone un tavolo per il matrimonio gay. Scrive Paolo Patanè, presidente Arcigay:

Arcigay condivide l’iniziativa dell’On.le Paola Concia di provare a censire quanto più possibile le coppie italiane sposate all’estero per ragionare ed agire con ogni possibile iniziativa, mediatica, politica, giudiziaria, sul tema del riconoscimento dei loro diritti in Italia, come profilo specifico del più vasto e drammatico problema della totale assenza di riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso nel nostro Paese. L’emergere di una crisi economica gravissima evidenzia ancora di più l’esigenza di massima attenzione a chi deve e dovrà affiancare la povertà di diritti ad una crescente instabilità sociale ed economica. Arcigay si appresta al lancio di un’ampia iniziativa in questo senso e da subito propone di coordinarla con quella che l’unica deputata dichiaratamente lesbica del nostro Parlamento ha a sua volta suggerito, all’interno di un Tavolo che coinvolga le associazioni parte delle iniziative matrimonialiste ,e che presto verrà annunciato e convocato.

Forse il movimento lgbt italiano inizia a svegliarsi un po’ da quel torpore che lo avvolge da anni per cominciare a fare qualcosa di concreto? Se i diritti dei gay in Italia sono il fanalino di coda dell’Europa questo è dovuto sì a una politica che ci ignora alla grande, ma anche a un movimento omosessuale spesso più interessato a fare a gara su chi sia la prima donna che a lavorare su obiettivi concreti. Speriamo in una nuova stagione.

Foto | Flickr

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