Ivy Compton-Burnett, dalla tragedia all’amore

Come una dramma a lieto fine, la vita della scrittrice inglese Ivy Cmpton.Burnett ha tinte forti

di Giorgio


La vita di Ivy Compton-Burnett fu segnata da morti improvvise e suicidi inattesi (due sue sorelle si uccisero ingerendo del Veronal il giorno di Natale del 1917, scosse forse dalla morte del giovane fratello avvenuta in battaglia poco tempo prima). Anche l’inizio della sua carriera come scrittrice fu del resto difficile e travagliato. Leonard Woolf rifiutò addirittura di pubblicare uno dei suoi libri, giudicandola del tutto incapace di scrivere. Fu sicuramente più lungimirante il critico del prestigioso New Statesman che riconobbe in lei, senza esitazioni, il marchio sicuro ma bruciante del genio.

Scampata alla morte per miracolo (fu vittima della terribile influenza spagnola), la Compton-Burnett si legò allora per la vita alla compagna Margaret Jourdain con cui visse fino alla morte di quest’ultima avvenuta nel 1951. Tutti i suoi romanzi (inclusi quelli a tema omosessuale) sono essenzialmente formati da dialoghi e conversazioni che si muovono per sentieri obliqui, in un chiaroscuro di suggestioni che le sue parole, pur non rivelando apparentemente nulla, riescono misteriosamente a creare prima sulla pagina, poi – veloci come un falco – dentro di noi.

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