Milano: l’allenatore di calcio è gay, il prete lo caccia dall’oratorio

L’allenatore della squadra di calcio dell’oratorio è gay, i ragazzi lo sanno e non hanno problemi. Ma il parroco non è d’accordo e lo licenzia: discriminazione?

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Un allenatore di calcio 37enne, che guida per alcuni mesi la squadra dei 18enni dell’oratorio in un paesino della provincia di Milano; un prete che ritiene impropria e dannosa l’omosessualità di un educatore; conclusione, un licenziamento contro cui si sono ribellati i giovani giocatori e una buona parte del paese.

A Cesano Maderno, alle porte di Milano, il parroco di Ss Ambrogio e Carlo, don Flavio, ha licenziato in tronco Luciano Dicoladonato, l’allenatore della squadra Equipe 2000, perché è gay.

A quanto pare l’allenatore aveva parlato della propria omosessualità con i giocatori, che non avevano avuto alcun problema e in ogni caso sono dalla parte del “mister”, che adesso è pronto a fare causa per discriminazione sul luogo di lavoro.

Ma il parroco si difende:

La mia decisione non ha nulla a che vedere con l’identità sessuale dell’allenatore. Nulla di personale contro Luciano. Conta la qualità del servizio educativo, il servizio ai più piccoli e il rapporto con la comunità cristiana.

Rimane il fatto che Dicoladonato allenava diciottenni e non ragazzini più piccoli. Forse, secondo il Corriere, la decisione dipende anche dal fatto che l’allenatore aveva un profilo su un sito di chat. Ma è un reato?

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