Christopher e il suo mondo

A 25 anni dalla sua morte, Christopher Isherwood si conferma come uno dei grandi talenti del Novecento

di Giorgio


Venerdi 26 agosto cadeva l’anniversario della nascita di un grande scrittore: Christopher Isherwood. Molti dei suoi romanzi rimangono impressi nella memoria per il loro stile, come se lo scrittore con il suo sguardo fulmineo, fosse in realtà una straordinaria macchina fotografica. Da Addio a Berlino (da cui è stato tratto il celebre film Cabaret) a Christopher e il suo mondo 1929-1939 in cui parla con franchezza delle sue relazioni omosessuali (senza dimenticarci ovviamente di Un uomo solo che ha ispirato Tom Ford per il suo film d’esordio), il talento di Isherwood dà prova di grande limpidezza ed onestà, di un acume che sveste la realtà per coglierne, senza vuoti manierismi, le tante verità frantumate.

Nella foto Isherwood con il compagno, il pittore e ritrattista Don Bachardy (i due si incontrarono nei primi anni ’50 e rimasero insieme fino al morte dello scrittore avvenuta nel 1986).

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