Trans come donne all’ennesima potenza. Efe Bal e Camila Raznovich ne discutono

La trans Efe Bal e Camila Raznovich discutono sulle affermazioni di Piero Marrazzo

di robo

Le dichiarazioni di Piero Marrazzo sulle donne transessuali continuano a essere l’argomento del momento. Come avrete letto, il giorno di Ferragosto Repubblica ha pubblicato un’intervista di Concita De Gregorio a Piero Marrazzo. È stata la prima intervista rilasciata da Marrazzo dopo i “fatti di via Gradoli”. Un bilancio della situazione, una riflessione su quanto accaduto. Tra le espressioni che hanno fatto arrabbiare tutti ci sono le seguenti:

I transessuali sono donne all’ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante. Mi scuso per quel che sto dicendo, ne avverto gli aspetti moralmente condannabili, ma è così. […] Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. È così. Ho amato solo donne. Moltissimo, e con frequente reciprocità. Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c’è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili.

Di fatto, Piero Marrazzo, elevando le transessuali a “donne all’ennesima potenza” ha fatto un bel guaio: ha paragonato le donne “normali”, le mogli a delle rompiscatole che non sanno capire i propri uomini che, per essere accuditi, frequentano le transessuali; definendole “donne all’ennesima potenza” ha privato le transessuali di quello che hanno sempre cercato: l’essere donna, cioè, semplicemente donne e non una sorta di baby sitter per uomini che non sanno esprimere i propri bisogni; ha fatto dell’inutile moralismo perché ha messo in piedi tutta una riflessione per giustificarsi quando bastava dire che frequentava le donne transessuali perché gli piaceva; si è, infine, portato metaforicamente le mani alla bocca in una posa scandalizzata quando si è osato pensare che lui fosse omosessuale: lui non andava con uomini, ma con donne all’ennesima potenza… perché pensare che fosse omosessuale?

Efe Bal e Camila Raznovich

Di questi aspetti ne parlano Efe Bal, “la trans più bella d’Italia” e Camila Raznovich, “neofemminista” su Panorma (da cui è tratta la foto qui sopra). La discussione è interessante perché porta alla luce una serie di domande e questioni che in molti si sono posti.

A proposito del discorso omosessualità, Efe Bal è categorica. Dei suoi clienti dice:

Omosessuali latenti quelli che mi cercano. Forse. Le mie tette nuove in effetti non le hanno mai neanche toccate fino ad adesso. Non sono interessati.

E la Raznovich le fa eco:

È difficile pensare a una repulsione dell’omosessualità là dove il rapporto si svolge di base fra due uomini. Che poi uno sia operato o no, gli odori sono quelli di un uomo, le proporzioni sono quelle di un uomo. Quello che voglio dire è che è difficile che una persona che va con un trans sia assolutamente etero in tutto e per tutto, perché ha un lato, magari non tutta la sua vita, ma sicuramente un lato omosessuale.

A proposito di questa “omosessualità latente” Efe Bal sostiene che esista una sorta di percorso dei suoi clienti:

Chi va con le trans abitualmente prima o poi diventa anche passivo, per provare sempre cose nuove. Magari anche quando fa sesso con sua moglie ha un minimo di stimolazione anale, gli piace, poi ci prova con le trans. Ma tutti gli uomini e le donne hanno un lato omosessuale.

Sul discorso “tradimento con persone transessuali” Camila Raznovich ha le idee molto chiare:

Un uomo che va a trans è diverso da uno che semplicemente tradisce la moglie con la segretaria o va con le prostitute. Un uomo che va a trans oggi ha una serie di non risolutezze emotive con la sua compagna ma anche e soprattutto con la propria sessualità. Quindi di fronte ad affermazioni come quelle di Marrazzo rimango un po’ perplessa. Perché vorrei che prima di tutto un uomo si prendesse le proprie responsabilità e ammettesse: “Vado con un trans perché mi eccita il trasgressivo”. Altrimenti perché si formerebbe questo senso di colpa non richiesto? Perché ci si deve scusare, sottolineare che non si è omosessuali, mentre invece normalmente non ci si scusa delle prostitute?

Non è il massimo, a essere sinceri, fare l’equazione trans=trasgressione. Io la porrei più su una questione di gusti, come si diceva sopra: il che renderebbe il tutto più umano, senza doversi nascondere dietro a costruzioni volte a salvare una sorta di purezza degli intenti.

Efe Bal continua la discussione ponendo in evidenza come l’uomo in genere sia curioso, anche se spesso si vergogna

Sono le stesse cose che vent’anni fa si dicevano dei gay. Magari invece un uomo che finisce con una trans è un curioso, a volte ha avuto amici che gli hanno parlato bene di un rapporto con le trans, oppure vede Eva Robin’s o Silvia Burgio o Luxuria e si intriga. Alle 3 di notte prende la macchina e pensa: “Vado là, me ne prendo una, provo e vediamo come va a finire”.

Camila conclude con una domanda aperta, alla quale, se volete, potete rispondere nei commenti:

Perché si deve sempre credere che l’uomo abbia le fantasie e la donna no? Io credo davvero che la differenza che può fare un trans rispetto a una donna sia proprio nel concetto di geisha. Per la donna eterosessuale, normale, magari metropolitana, sposata da tanti anni, con una routine quotidiana, il compagno non è il solo fuoco. La concubina, l’amante, la geisha ci sono sempre state. Gli eunuchi, i castrati, anche. Non è una novità per l’uomo avvalersi anche di altri uomini. Certo la medicina, la scienza hanno fatto sì che Efe oggi sia, come uomo, una donna strabiliante. Però un uomo non può dire che come donna un trans è meglio: le due cose non sono comparabili.

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