L’ho lasciata perché l’amavo troppo: lasciati e lascianti, un blog e un libro per voi

Blogosfere Cultura pubblica una bella intervista a Vito Ferro, autore, tra le altre cose, di un curioso libretto di 93 pagine intitolato L’ho lasciata perché l’amavo troppo.Come spiega Blogosfere Cultura, L’ho lasciata perché l’amavo troppo è un Piccolo campionario dell’abbandono, non a caso e proprio questo il titolo del blog che riporta anche online le

di elisa

vito-ferro-l-ho-lasciata-perch%C3%A9.pngBlogosfere Cultura pubblica una bella intervista a Vito Ferro, autore, tra le altre cose, di un curioso libretto di 93 pagine intitolato L'ho lasciata perché l'amavo troppo.

Come spiega Blogosfere Cultura, L'ho lasciata perché l'amavo troppo è un Piccolo campionario dell'abbandono, non a caso e proprio questo il titolo del blog che riporta anche online le microstorie contenute nel primo libro di Vito Ferro. Un esperimento interessante e soprattuto divertente, a cavallo tra Web e editoria: ce lo spiega lo stesso Vito Ferro nell'intervista, ne pubblichiamo qui sotto uno stralcio.

In realtà è il blog a nascere dal libro. Caso unico, credo. Avevo scritto il testo di questo campionario dell’abbandono e l’avevo spedito alle case editrici. Nell’attesta di una risposta, ho provato ad addentrarmi nel mondo dei blog, che conoscevo pochissimo, giusto per vedere se li mia idea potesse attirare attenzione, piacere. E’ stato così, in quanto ho avuto molti contatti da subito (adesso sono quasi a 40.000).

Poi mi ha risposto la Coniglio Editore, interessata alla pubblicazione. Li ringrazierò sempre perché sono stati i primi a credere in una mia opera e a investirci. Il blog resta comunque un’esperienza importante e gratificante, e utile in quanto mi ha permesso di “parlare” direttamente con chi mi legge e sapere i loro pareri, ricevere consigli. E ho anche, in qualche modo, aperto una comunità di gente che lascia il proprio partner e lo racconta in maniera molto divertente.

L'intervista continua qui.

Vi consigliamo di fare un salto sul blog e di partecipare a questa enorme terapia collettiva: una sorta di rielaborazione dell'abbandono.

Buon divertimento!