Marina Berlusconi in politica, erede di papà Silvio. Il potere alle donne?

Marina Berlusconi, la figlia maggiore di Silvio, sembra decisa a subentrare al padre in politica, in qualità di erede designata. Una risposta "forte" al maschilismo imperante nell'asfittico mondo politico italiano?



Potente lo è già di suo, per cognome e per posizione, ma Marina Berlusconi ha ambizioni ben maggiori di quelle di "semplice" Presidente della Mondadori. Colei che è stata inserita anche tra le donne più influenti del mondo da Forbes (e la più potente in Italia) sarebbe dunque pronta a raccogliere l'eredità politica del padre e assumere la guida del partito fondato da Silvio Berlusconi nel 1994, Forza Italia.

Una sorta di ritorno alle origini, per recuperare quella spinta propulsiva che avrebbe dovuto portare alla svolta liberale (mai attuata) proprio dalla "discesa in politica" del partito-azienda fondato dall'allora non-ancora-indagato Silvio Berlusconi, imprenditore e uomo dalle mille risorse. La diretta interessata smentisce, affermando che si tratta di illazioni senza fondamento, ma sembra una presa di distanza rituale, diciamo di prammatica. Un negarsi che prefigura il suo esatto opposto. Quando i tempi saranno maturi, naturalmente.

Di fatto l'uscita di scena del vecchio leader, stremato da 20 anni di quasi ininterrotto governo del Paese ( e ininterrotto dominio mediatico) e soprattutto dalla sequenza di processi a suo carico e dall'ultima mazzata della condanna a 7 anni di reclusione per l'affaire Ruby, è ormai inevitabile. Magari rimarrà comunque dietro le quinte, ma a 76 anni appare difficile che possa ancora svolgere un ruolo di primo piano alla guida del PDL. Ecco perché, secondo rumors più o meno ufficiali, starebbe lavorando ad un ritorno al suo primo amore, Forza Italia, a guida Berlusconi Marina, la figlia prediletta, il suo alter ego femminile, forte, determinata, sempre schiettamente al suo fianco in qualunque controversia.

Marina, dal canto suo, non è certo una donna qualunque, oltre ad essere una manager affermata, è anche una moglie e una madre orgogliosa e integerrima, e una figlia devota. Famiglia e lavoro sono dunque le sue credenziali, ma il suo potere le deriva dal cognome che porta, erede di quella che sta per diventare una dinastia indissolubilmente legata alla scena politica italiana, quella dei Berlusconi. E' curioso, però, pensare che il potere al femminile, quello vero, nei posti che contano, venga incarnato proprio da Marina Berlusconi, la figlia di colui che è stato sempre accusato di usare le donne come gentili ornamenti a cui elargire generosamente denari e posti da ministra o da consigliera.

Insomma, se la misura del reggiseno certo non conta nel caso di Marina, le sue affermazioni a difesa del padre e del suo stile di vita non possono non farci riflettere. Marina Berlusconi è certo una donna intelligente e in gamba, preparata e capace, ma è davvero la figura femminile giusta per ridare credibilità politica al nostro Paese e dimostrare che anche noi sappiamo esprimere leader donne di grande spessore e meritevoli di raggiungere gli incarichi più elevati rappresentando l'Italia anche all'estero? In altre parole, Marina Berlusconi può davvero essere la risposta italiana a Angela Merkel, Hillary Clinton o Dilma Rousseff? Ai posteri l'ardua sentenza...

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