parliamo diOmofobia

Una storia che viene da lontano ma diventa subito immagine riflessa di oggi, dell’omofobia che soffia come un vento di inarrestabile stupidità non solo in Russia, ma anche a casa nostra, direttamente sotto le nostre finestre.

La vicenda poco nota del torinese Vincenzo Francone (1947-2009) che, nel 1980 in occasione delle Olimpiadi di Mosca, aveva tentato di incatenarsi ad una barriera che delimitava proprio il Cremlino, emblema del potere sovietico nel mondo, diventa oggi testimonianza imperdibile di un passato che ha mantenuto il sapore amaro dell’ attualità. Bloccato dagli agenti del KGB, l’uomo, che protestava contro l’articolo 21 del codice penale che prevedeva per il reato d’omosessualità l’arresto e la condanna fino a cinque anni di reclusione, venne trascinato via a viva forza e poi espulso dal paese.

Filmati e riprese vennero prontamente sequestrati dagli agenti russi. Un atto che impedì alla notizia di diffondersi, mettendo di fatto il bavaglio ad un gesto temerario che aveva tentato di aprire una breccia nell’ ottusità del governo sovietico di allora.

Via | Gaynews

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