Usa: dopo la fine del Dadt i militari gay chiedono l’uguaglianza

Per la prima volta i militari gay americani si sono riuniti in un congresso nazionale senza paura di essere riconosciuti e cacciati dalle Forze Armate. Ora chiedono uguali diritti per i loro partner

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A un mese dall’eliminazione definitiva del Don’t Ask, Don’t Tell, un gruppo di gay e le lesbiche che prestano servizio nelle Forze Armate americane si è riunito a Las Vegas alla Prima convention di OutServe, uno dei gruppi che si sono battuti di più per eliminare l’odioso bando che impediva a donne e uomini omosessuali di vivere la propria vita alla luce del sole.

Ma le sfide non sono finite con l’abrogazione del Dadt: i militari gay non si devono più nascondere, ma i loro partner non hanno gli stessi diritti e i benefit dei partner dei soldati eterosessuali. La compagna di una soldatessa lesbica per esempio non ha assistenza familiare né accesso agli alloggi e non può neppure fare le spesa nello spaccio della base, come invece fanno le mogli dei soldati.

La nuova battaglia quindi è quella per l’uguaglianza, ma c’è già una buona notizia: il coming out dei soldati, finora, è stato accolto da sorrisi e congratulazioni da parte dei colleghi. Perché il valore di una persona non ha nulla a che fare con il sesso di chi la ama.

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