L’Europa a Cipro turca: via la legge anti-gay

Nella parte Nord di Cipro, quella turca, è ancora in vigore una legge anti-gay retaggio del dominio britannico. Di recente è stata applicata contro un ex ministro delle Finanze e l’Europa chiede che sia cancellata

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Com’è possibile che in Europa sia in vigore una legge che punisce i rapporti omosessuali e che alcune persone siano arrestate e sottoposte a un processo per via del loro orientamento sessuale? Non è accaduto in uno dei paesi dell’Europa orientale, ma in pieno Mediterraneo, nell’isola di Cipro, nella parte settentrionale turca.

Una decina di giorni fa tre uomini sono stati arrestati con l’accusa di atti sessuali “contro natura”: uno di loro è il 65enne Michalis Sarris, ex ministro delle Finanza che ora è libero dietro pagamento di una cauzione.

La legge che punisce i rapporti omosessuali non è applicata molto spesso, ma la sua stessa esistenza in vigore stride con le basi dell’Unione Europea, tanto che una delegazione del Parlamento Europeo in visita sull’isola ha protestato con le autorità cipriote e ha chiesto di cancellare immediatamente la norma incriminata.

L’inglese Marina Yannakoudakis, di chiare origini greco-cipriote, ha guidato la delegazione e ha incontrato il leader turco-cipriota Dervis Eroglu, che a quanto pare ha espresso un parere positivo sull’abrogazione delle leggi anti-gay.

Rimane il fatto che a Cipro, specie nella parte turca, l’omosessualità è ancora un tabù, anche se le giovani generazioni sono più aperte e il costume sta cambiando con il passare del tempo. Nel 2004 l’intera isola è entrata nell’Unione Europea, ma solo la parte meridionale greca è riconosciuta internazionalmente.

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