Eric Stenbock e l’ombra (luminosa) di Oscar Wilde

Intelligente, sarcastico e ricco, Eric Stenbock rivaleggiò per charme e scelte di vita con Oscar Wilde che, fino alla fine, gli rubò però la scena.

di Giorgio

W.B. Yeats lo definì poeta, ubriacone e uomo affascinantissimo. Una descrizione breve, concisa, ma che riassume perfettamente la figura di Eric Stenbock (1860-1895), un aristocratico del Baltico con un buon patrimonio alle spalle, una predisposizione per la scrittura (nel video d’apertura potete ascoltare la versione audiobook della sua opera forse più celebre The True Story of a Vampire) ed una personalità a dir poco incontenibile che a Londra rivaleggiava per eccessi ed istrionismi decadenti con quella del più celebre Oscar Wilde.

Ad Oxford il giovane conte aveva sviluppato una religiosità sui generis che mescolava capricciosamente elementi cattolici, con influenze buddiste ed atteggiamenti da vero idolatra. Una posa forse più che un vero e serio convincimento. Del testo tutto quello che riguardava Eric Stenbock era sempre e solo sopra le righe, dalle sue liaison omosessuali (diverse) alle sue uscite sensazionali, ai suoi eccessi nel bere e fu probabilmente l’alcool che lo portò ad una morte prematura nel 1895.

Tuttavia, il destino si sa può essere beffardo, ironico o cattivo. Ancora una volta fu infatti Oscar Wilde a rubargli la scena: il giorno della scomparsa di Stenbock si apriva infatti a Londra il processo che avrebbe portato lo scrittore in prigione. Tutta l’attenzione del bel mondo, dei giornali e del pubblico era per l’autore del Ritratto di Dorian Gray. La morte del conte passò così inevitabilmente in secondo piano (come del resto era sempre stato)

Via | Gayfortoday