Sex toys, i giocattoli d'amore della Fun Factory

Sex toys...giocattoli d'amore

Mi manca l'appuntamento settimanale Sex & The City con le amiche... Si perchè ormai era una consuetudine, serata "only for woman" per vedere le avventure delle quattro newyorkesi. Beh, ricorderete la puntata in cui Samantha deve comprare un nuovo vibratore, esaltante!

Ora fa chic chiamarli sex toys e fa ancora più chic venderli nei negozi esclusivi di moda femminile. A novembre ho fatto un weekend a Londra e sono entrata proprio in uno di questi store, dove ti imbatti in un bancone a forma di cerchio in pelle bianca, dove sono appoggiati una decina di modelli diversi di sex toys, ma attenzione... niente peni extralarge o cose del genere, ma marmotte, bruchi, delfini o forme falliche dal design e dai colori divertenti, come il rosa che la fa da padrone.

L'intuizione secondo i dati citati da Dweb vale circa 7 milioni di euro l'anno (Wikipedia dice 13,5), con una produzione di 50 tonnellate di silicone all'anno!

Tanta parte del successo di questa nouvelle vague del vibratore si deve alla Funfactory, un'azienda tedesca produttrice di sex toys che da un paio d'anni sta spopolando in Europa per aver brillantemente svecchiato e riempito di delicata ironia l'abusato immaginario del dildo.

Pensate che in Francia c'è un reparto da Printemps, completamente dedicato ai sex toys, e ancora in Italia si grida allo scandalo solo a pensarci... vibratore=perversione, ma è proprio così?

Secondo sessuologhe, come Donatella Marazziti, che leggo da Dweb, il vibratore rappresenta una sessualità che è essenzialmente ludica, a patto che non diventino l'unico strumento per raggiungere il piacere, altrimenti si sconfina nella deviazione.

Ma qualcosa sta cambiando anche da noi, visto che qualcosa si trova già nei negozi di tendenza sia a Roma che a Milano e non parliamo di Play, lo stimolatore esterno che pare vada a ruba nelle farmacie.

E ora diamo un'occhiata a qualche modello...

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Dinky Digger e la "chicchissima" toy bag.
Via| Dweb

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