Offro Lavoro, cercasi commesso: meglio se gay. 230 persone in fila

Offresi lavoro meglio se gay: e nasce la polemica.


Danilo Zanna, del gruppo Diddi di Prato, il 19 novembre aprirà uno showroom nel centro di Pontassieve (Fi), ha messo un annuncio di lavoro. Ma c’è una particolarità: meglio se il candidato è gay. La notizia ha incuriosito molte persone e anche la cronaca locale e nazionale. E in 230 persone hanno mandato il proprio curriculum sperando di essere scelti per l’incarico. Ma perché una simile richiesta? L’uomo, eterosessuale, ha spiegato che l’idea è venuta a lui, ritenendo i gay più abili e con un senso della moda decisamente migliore rispetto a tanti eterosessuali. Inoltre, ha aggiunto che voleva essere un modo per rispondere alle tante discriminazioni che si sentono in giro: essere gay, in questo caso, è qualcosa in più di positivo e non di cui vergognarsi o nascondere.

Ma le associazioni gay non sono affatto felici e contestano questa scelta:

Come associazione che si è sempre espressa contro i pregiudizi e gli stereotipi, contro ogni forma di razzismo e per le pari opportunità di ciascuno, non possiamo che disapprovare ogni forma di discriminazione sul lavoro. Preferire sulla carta un “generico gay” significa soggiacere ad uno stereotipo, per cui in certe professioni i gay sono necessariamente migliori di altri, mentre per altri posti di lavoro sarebbe meglio preferire qualcun altro. È possibile che le intenzioni dell’azienda fossero diverse, dare un’opportunità di lavoro a chi è spesso scartato, in un contesto così omofobico come quello italiano in cui la discriminazione in negativo è considerata quasi “normale”. Il metodo ci pare almeno ingenuo. Non abbiamo bisogno di scorciatoie individuali, ma di un pieno sostegno alle iniziative del movimento.

Siete favorevoli all’iniziativa del datore di lavoro o all’idea espressa dalle associazioni Lgbt?

Via | Libero

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