Bruno Vogel e l’amore giovane di Alf e Felix

Scrittore, attivista e pacifista, Bruno Vogel ci ha regalato un bellissimo romanzo (Alf) che smaschera la stupidità di una società brutale e guerrafondaia.

di Giorgio

L’esperienza della Grande guerra ed il rifiuto della società ad accogliere l’amore omosessuale formarono la personalità dello scrittore Bruno Vogel. Il giovane appena ritornato dalle trincee, duramente provato da quegli anni di conflitto, di tragiche morti, si adoperò subito, senza perdere altro tempo prezioso, sia per l’emancipazione degli omosessuali che per la pace. Prese di posizione che misero lo scrittore, la cui fama era cresciuta vistosamente in tutta la Germania, in urto con il Nazismo. A Vogel non restò a questo punto che seguire il destino di tanti intellettuali ed artisti prima di lui: l’ esilio. Un esilio che lo portò a viaggiare per il mondo, a vivere prima in Sud Africa, dove le sue lotte contro la segregazione razziale lo misero in urto con le autorità di Pretoria, poi a Londra dove visse fino alla morte.

Alla sua straordinaria penna dobbiamo anche uno splendido romanzo che ha come protagonisti due giovani Felix ed Alf. Pagina dopo pagina, la loro amicizia adolescenziale si trasforma in un grande amore, osteggiato dalla legge e dal celebre paragrafo 175. Un divieto che sconvolge Felix che nel tentativo di preservare l’innocenza dell’amico rompe l’amicizia e parte volontario per il fronte.

Tuttavia il loro amore così forte e prevaricante non si spegne. Tra i due inizia un intenso carteggio. Vere lettere d’amore che smascherano l’ipocrisia di una società cieca, brutale e guerrafondaia. Felix desidera ora solo ricongiungersi con Alf, ma il giovane, il destino gioca a volte scherzi imperdonabili, muore in combattimento. Nonostante ciò, il romanzo di Vogel si conclude con una nota positiva che illumina a giorno il futuro: la promessa di Alf, fatta nel ricordo dell’amato, di combattere fino alla fine dei suoi giorni la stupidità ed il male presenti nel mondo. Un impegno perché mai più nessuno debba conoscere e vivere quella loro stessa sofferenza.

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