Il governo Monti: (quasi) nessuna buona notizia per i gay

Troppi cattolici, troppi conservatori, una maggioranza prevalentemente di destra non lasciano spazio a progressi legislativi per gay, lesbiche e trans. In ogni caso non sarà peggio del governo Berlusconi

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Il governo Berlusconi IV, con la sua quota di clericalismo ateo, corsa ai valori cattolici e disprezzo per le minoranze, è stato consegnato alla storia, ma la sinistra italiana, una volta di più, ha dimostrato di avere paura del potere, di non sapere o non essere capace di candidarsi da sola a guidare la società italiana e ha rinunciato alle elezioni.

Se fossimo andati a votare avremmo avuto, per la prima volta nella storia repubblicana, un Parlamento con un’ampia maggioranza di sinistra – Pd, Sel, Idv, più la Federazione della sinistra, i radicali e il Movimento 5 stelle – che avrebbe potuto garantire progressi legislativi e aprire una nuova stagione di avanzamento sociale. Ma in quel caso non ci sarebbero state più scuse e ogni fallimento sarebbe stato chiaramente imputabile ai partiti della sinistra e ai loro uomini.

Piuttosto, il Pd ha preferito appoggiare un governo conservatore, di tecnici o meglio tecnocrati tendenzialmente centristi e comunque in larghissima parte cattolici e moderati; e ha consentito a un Parlamento a maggioranza reazionaria (la Lega, più il Pdl e l’Udc) di continuare a prendere decisioni sulle nostre vite e sui nostri diritti.Intendiamoci: la fine del governo Berlusconi è solo un bene per l’Italia e quindi anche per noi, vista l’incapacità di realizzare qualsivoglia progetto o iniziativa votati al bene comune e al progresso del paese: se prendiamo i singoli ministri e li confrontiamo con i predecessori il passo avanti è lampante. Non parliamo poi dello stile e della presentabilità di questa compagine governativa!

Dal punto di vista del progressi sociali e in particolare dei diritti per le persone lgbt, invece, c’è poco da sperare. Al contrario di quello che scrive Paolo Rodari del Foglio, l’orientamento di questo esecutivo è chiaramente filo-cattolico, a partire dal presidente del Consiglio Mario Monti, un beniamino dell’Udc di Casini, che non a caso ha festeggiato per la “ricomposizione” delle varie anime Dc.

Fanno parte del governo poi un super-cattolico di linea ruiniana, il rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, tutti personaggi da Family Day. È vero, Ornaghi era dato all’Istruzione e invece è finito ai Beni culturali, ma sarebbe stato davvero troppo mettere il rettore di un’università privata – e confessionale – a capo della scuola pubblica. Per fortuna è arrivato l’ex rettore del Politecnico di Torino.

Anche alla Salute c’è un cattolico, Renato Balduzzi, antico collaboratore di Rosy Bindi quando lei era ministro della Sanità (il che è un buon segno) e tra gli estensori del disegno di legge sui Dico. Questo, però, è il meglio su cui possiamo contare; e non mi pare granché. In definitiva, sotto il profilo dei diritti civili questo governo porterà poco o niente: prima si vota, meglio sarà.

PS: quasi quasi mi dimenticavo di ringraziare Napolitano e Monti per averci liberato da Giovanardi. Già questo può bastare per un piccolo brindisi, magari con la gassosa e due gocce di alcol…

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