In 29 stati USA si può essere licenziati perché gay

I diritti gay non sono assicurati negli USA

di robo


Sono ben 29 gli stati USA nei quali una persona può essere licenziata perché omosessuale. Lo rende noto uno studio del Center for American Progress che da un lato fa sapere sono quasi trenta gli stati che non proteggono integralmente i diritti dei gay sul posto di lavoro e dall’altro assicura che sono molto pochi gli stati che garantiscono pieni diritti alla comunità lgbt.

Tali dati sono resi ancora più crudi da un’altra ricerca, condotta questa volta dalla Michigan Fair Housing Commission, che conferma che una importante percentuale di lavoratori omosessuali è stata oggetto di molestia e discriminazione sul posto di lavoro. Secondo quest’organizzazione, infatti, tra il 15 e il 43% dei gay statunitensi sono stati discriminati dal capo o dai colleghi; percentuali che salgono al 90% nel caso di persone transessuali.

Numeri che fanno pensare, anche alla luce del fatto che in 18 stati ci sono leggi che criminalizzano l’omosessualità: tra questi spicca il Michigan che condanna con pene fino a 15 anni di carcere per gli uomini che propongono sesso a un altro uomo. Oltre al Michigan la lista degli stati omofobi è lunga con: Alabama, Florida, Maryland, Minnesota, Mississippi, Carolina del Nord e del Sud, Oklahoma, Texas, Utah, Virginia o Georgia, per citarne alcuni. A proposito: proprio in Georgia, la cristiana Università di Shorter ha obbligato 200 suoi impiegati a firmare un “impegno di stile di vita personale” nel quale era scritto chiaramente che dovevano rifiutare l’omosessualità se volevano continuare a conservare il proprio posto di lavoro.

Quando si dice che gli USA sono la più grande democrazia del mondo…

Foto | Coritour

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