I piaceri dell’omosessualità superiori a quelli dell’eterosessualità, parola di Denis Sanguin de Saint-Pavin

Poeta noto per i suoi irresistibili versi libertini sui piaceri dell’omosessualità, Denis Sanguin de Saint Pauvin lasciò dietro di sé anche una manciata (esigua) di lettere e poesie che toccano corde più serie e profonde.

di Giorgio

Il nome svela fin da subito l’ascendenza aristocratica del poeta, ma i de Saint Pavin non solo vantavano sangue blu nelle loro auguste vene, ma anche legami con le più importanti famiglie di tutto il regno di Francia. Tuttavia Denis Sanguin de Saint-Pavin disdegnò sempre ogni forma di carriera, da quella religiosa (dove la famiglia aveva eccelso con incarichi di gran prestigio) a quella secolare a cui lo status dei Saint Pavin gli avrebbe permesso di accedere senza impedimenti. Il giovane poeta preferì invece la letteratura, la compagnia degli amici ed i piaceri della vita. Non per nulla il giovane rampollo aveva fatta propria la filosofia dell’ italiano Giulio Vanini di seguire, senza indugi e tentennamenti, gli istinti di madre natura.

Assiduo frequentatore del celebre salotto letterario di Madame de Sévigné (a cui dedichiamo il video), amico di altri famosissimi omosessuali del periodo da Théophile de Viau al principe e generale de Condé, da Giambattista Lulli a François le Metel Boisrobert, Denis Sanguin de Saint Pavin scrisse memorabili versi libertini sui piaceri dell’amore omosessuale che, sempre secondo il poeta, sovrastavano di gran lunga quelli eterosessuali.

Un approccio divertito, felice e consapevole all’omosessualità che rimane una caratteristica del poeta francese di cui rimangono tuttavia anche una manciata di lettere e poemi seri sul tema che meriterebbero indubbiamente più di una lettura.

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