Il Parlamento europeo accende un faro sui diritti gay nei Balcani

Il subcomitato sui Diritti Umani al Parlamento europeo sono stati ascoltati i rappresentanti delle associazioni lgbt che denunciano le condizioni di vita delle persone omosessuali nei Balcani

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Quali sono le condizioni delle minoranze nei paesi dei Balcani e come vivono le persone lgbt? Se lo è chiesto il Parlamento europeo che sta conducendo un’indagine conoscitiva attraverso il subcomitato sui Diritti Umani. Tra le persone ascoltate è intervenuta anche Sanja Juras di Ilga-Europe, un’attivista croata che ha presentato un intervento su crimini dell’odio, libertà di associazione e discriminazioni.

La questione dei crimini dell’odio è complessa perché solo la Croazia ha una legge specifica, ma a quanto pare non c’è molto interesse a farla funzionare a dovere. D’altra parte gli altri stati non prendono nemmeno in considerazione la fattispecie e spesso non registrano questo tipo di reati. In Serbia, comunque, nel 2010 sono stati commessi 15 omicidi contro persone lgbt, in particolare trans.

A volte la polizia commette violazioni e abusi ai danni della minoranza lgbt, mentre la politica non sempre si batte per garantire la libertà di manifestazione e di associazione. Quanto alla discriminazione, eccetto Turchia e Macedonia, tutti i paesi dell’area hanno norme a tutela delle minoranze e contro le discriminazioni, ma spesso le leggi non sono messe in pratica per una carenza di volontà politica e per l’omofobia delle istituzioni.

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