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Più persone con Hiv, meno morti di Aids con i farmaci

Sono in aumento le persone che vivono con l’Hiv, ma parallelamente diminuisce il numero dei morti: merito dei farmaci anti-retrovirali

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È ancora lontano il giorno in cui l’Hiv potrà essere ricordato come un virus sconfitto e ancora troppe persone vivono con l’infezione; al tempo stesso, però, il numero dei morti di Aids è sceso notevolmente negli ultimi anni, secondo l’ultimo rapporto Unaids. Tutto merito dei farmaci anti-retrovirali che allungano notevolmente la vita media delle persone sieropositive e tengono lontano l’insorgenza dell’Aids.

Nel 2010 il numero di persone morte a causa dell’Aids è sceso a 1,8 milioni, contro il picco di 2,2 milioni raggiunto a metà degli anni Duemila. In questo momento circa 34 milioni di persone vivono con l’Hiv in tutto il mondo: il maggior numero mai registrato, superiore anche ai 33,3 milioni del 2009.

L’aumento delle persone in trattamento anti-retrovirale ha permesso di ridurre le morti e soprattutto di migliorare le condizioni di vita di chi ha contratto il virus dell’Hiv. Su 14,2 milioni di persone che hanno bisogno di essere trattate nei paesi a medio e basso tenore di vita, le terapie raggiungono il 47% del totale, mentre nei paesi più poveri la copertura è dell’80%, contro il 36% totale nel 2009.

Il vantaggio notevole è che per tutti i pazienti in trattamento è molto meno probabile trasmettere il virus ad altre persone: gli antiretrovirali, quindi, svolgono anche una funzione preziosa nel rallentare e spesso bloccare la diffusione del virus nella popolazione non contagiata. Tutto questo a condizione che le terapie siano disponibili e seguite con precisione; e che non ci sia un forte stigma sociale verso le persone con Hiv. La strada è ancora lunga, ma la situazione è migliorata notevolmente. Ciononostante la prevenzione – e quindi il profilattico – è ancora la risposta più sicura per tutti. In alternativa c’è l’astinenza. Totale.

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