Più disagi per i gay velati sul posto di lavoro

I gay che si nascondo sul luogo di lavoro hanno meno prospettive di carriera e vivono peggio la quotidianità in ufficio

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Brutte notizie per le “velate”! A parte l’ironia di bassa lega – che di solito qui a Queerblog non ci piace – in effetti chi nasconde il proprio orientamento sessuale e non riesce a parlarne sul luogo di lavoro subisce conseguenze negative sulla carriera e sulla stabilità professionale.

Questo almeno sostiene uno studio realizzato negli Stati Uniti dal Center for Work-Life Policy, secondo cui il 48% dei gay nordamericani non è sincero a proposito del proprio orientamento sessuale sul luogo di lavoro.

Queste persone – rispetto a chi è “fuori dal’armadio” – hanno una sensazione maggiore di essere bloccati nella propria carriera lavorativa e sono insoddisfatte rispetto alle possibilità di promozione e crescita. Per di più meno il 40% meno propensi a confidare nel proprio capo rispetto a quelli che non si nascondono; e hanno un 73% di possibilità in più di lasciare la propria azienda nel giro di tre anni.

Non basta: secondo gli autori dello studio, le aziende che creano un ambiente più accogliente e rassicurante hanno maggiori possibilità di attirare i talenti più creativi e le menti più brillanti. Mi sembra che Google sia un ottimo esempio in tal senso.

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