May Swenson: il canto del desiderio

Considerata una delle grandi voci della poesia del novecento, May Swenson ci incanta, ci ruba il fiato, ci mostra l’amorosa corrispondenza tra noi e la natura, tra noi ed il mondo.

di Giorgio


Le sue intense poesie d’amore, d’amore tra donne, furono scritte durante anni in cui l’argomento veniva affrontato molto raramente. May Swenson (1913-1989), cresciuta nello Utah in una famiglia mormone, fu una poetessa dall’originalità profonda ed elegante che ci ha lasciato un piccolo ma prezioso tesoro. Un tesoro in dieci volumi, dove le immagini di una natura amica ed incontaminata (ricordo una sua celebre poesia dove una coppia di amanti osserva il gioco festoso delle balene al largo) si intrecciano ad un erotismo fluido che commuove. Ci parla, mostrandoci un paesaggio sommosso ed acquatico. Il desiderio ogni volta sembra così irrompere e fluire nel verso quasi come uno scroscio inatteso di pioggia, mentre la natura che ci circonda, la geografia in cui viviamo, diventano un mezzo di conoscenza soprattutto interiore. Uno specchio che, aprendosi, svela le infinite corrispondenze tra noi ed il mondo.

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