Era prevedibile che prima o poi il clamore nato sul web e che aveva dato vita addirittura ad una petizione di raccolta firme, arrivasse a pretendere una risposta ufficiale. Era un sacrosanto diritto dopo tutte le polemiche nate nelle scorse ore per via di quel libretto offensivo in allegato al settimanale Visto: le barzellette sui gay. Una polemica alla quale ha cercato di dare risposta proprio il direttore del giornale, Roberto Alessi. Proprio lui, via Facebook, dalla sua pagina, ha scritto ai fan e lettori:

A PROPOSITO DI UN LIBRICINO DI BARZELLETTE ALLEGATO IN ALCUNE EDICOLE A VISTO
Non ne so niente: non è un’iniziativa redazionale, probabilmente è un’iniziativa che attiene alle politiche distributive di cui non mi occupo. Se qualcosa allegato a Visto ha offeso chiedo scusa in prima persona. Per quanto riguarda la posizione di Visto sul rispetto e la considerazione del mondo omosessuale basta leggere i nostri servizi, ultimo quello della settimana scorsa sul vicesindaco di Viareggio o sull’impegno sociale di Vladimir Luxuria nel suo quartiere a Roma. Ripeto: mi scuso e sono veramente dispiaciuto. ROBERTO

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Una presa di distanza dall’accaduto, con precisazioni chiare. Lui non sapeva dell’allegato in uscita con il suo settimanale e, se ha offeso, chiede scusa. Ma i commenti dei lettori non sembrano dare troppo peso a questa sua dichiarazione e si chiedono come sia possibile che proprio un direttore non sappia di queste iniziative.

Un utente gli scrive:

È dispiaciuto?non ne sapeva nulla? Ci vuole veramente un gran coraggio. E glielo dice un omosessuale che poco si è divertito con le battute sui gay. Si vergogni. E si vergogni anche dei collaboratori che si sono occupati di questa fantastica uscita di marketing, una idea geniale, in un momento storico in cui la caccia e lo scherno al gay è tornata di gran moda. Non ho veramente le parole. Ma son sicuro che le associazioni lgbt ed i loro avvocati ne hanno. Buona vita.

E ancora una volta, Alessi cerca di spiegare l’accaduto, rispondendo in prima persona:

Io sono una persona sincera, no, non se sapevo nulla e mi devi credere, ho scritto il libro di Versace, con lui, sostengo Vladimir, non credo di dover dimostrare niente, e la mia posizione l’ho ripetuta più volte in tv, R.

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