Lost and Found, reportage e progetto per nuovi esperimenti di sopravvivenza urbana

L’originalità di questo progetto sta tutto in una questione di metodo. Mettete insieme un fotografo, una giornalista e una designer, e lasciateli liberi di esplorare i nuovi immaginari e le nuove esigenze della nostra antropologia urbana. Poi mettetene in relazione i lavori, permettendo agli uni di attingere dalle prospettive degli altri, secondo un processo multidiscipinare

di giulia


L’originalità di questo progetto sta tutto in una questione di metodo. Mettete insieme un fotografo, una giornalista e una designer, e lasciateli liberi di esplorare i nuovi immaginari e le nuove esigenze della nostra antropologia urbana. Poi mettetene in relazione i lavori, permettendo agli uni di attingere dalle prospettive degli altri, secondo un processo multidiscipinare e sinergico.

Ecco quanto è successo con Lost and Found, l’iniziativa lanciata da Radio, il think-thank con cui l’agenzia di comunicazione Xister supporta i propri progetti più sperimentali. Esito della ricerca, due reportage, rispettivamente fotografico e giornalistico, di Luca Desienna e Paola Mordiglia, a cui si aggiunge un modulo abitativo per i senza fissa dimora progettato dalla designer Ana Gugić (immagine dopo il salto). Ed è soprattutto quest’ultima a beneficiare delle intuizioni altrui, ripercorrendo un approccio di etnografia user-centric che i designer americani (Ideo docet) sembrano privilegiare più spesso.

Già in anteprima nei giorni del Salone del Mobile presso la Circus Gallery, Lost and Found è stato presentato nel Pecha Kucha promosso da City Vision e sarà ora riproposto a Roma nell’ambito di Mencraft, il festival dei makers con cui Xister festeggia i suoi 10 anni di attività.


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