Vescovi spagnoli fanno propaganda politica in vista delle prossime elezioni andaluse

In una nota la conferenza episcopale andalusa invita a non votare i partiti che sostengono il matrimonio gay.

di robo


La chiesa non si intromette nella vita politica degli stati. Così si dice. E se si esprime in merito a questioni particolari dello stato, lo fa solo per il bene delle anime. Anche questo si dice. Guarda caso quest’interesse per le anime dei fedeli si acuisce sempre più quando si avvicinano le elezioni politiche, come sta succedendo in questi giorni in Andalusìa, in Spagna, dove si terranno le elezioni il prossimo 25 marzo e i vescovi delle varie diocesi andaluse non ce l’hanno proprio fatta a stare zitti e hanno emesso un comunicato.

In questa nota si chiede il voto per quei partiti che rifiutano l’aborto e l’eutanasia e che difendono il matrimonio come unione stabile tra uomo e donna. Naturalmente, i vescovi invitano a partecipare “responsabilmente” alle elezioni e a “compiere il dovere morale di ogni cittadino nella ricerca del bene comune della società” che, secondo loro, è quello di vietare che due persone dello stesso sesso si sposino. Ci tengono, i vescovi, a sottolineare che quello che loro dicono sono “orientamenti senza alcuna pretesa di offrire elementi morali di giudizio al momento di esprimere il voto”.

Puro sillogismo in stile vaticanese: io non mi impiccio dello Stato, se mi impiccio lo faccio perché nello stato ci sono le pecorelle da salvare, l’unica via per salvare le pecorelle è quella che dico io, quindi votate chi dico io, anche se rimane chiaro che io non mi impiccio negli affari dello Stato.

Foto | La Gaceta

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