Neorealista e minimalista sfila la donna di Ter et Bantine

I tempi richiedono sobrietà e lo sa bene Manuela Arcari che la ripropone con convinzione. Questa la caratteristica principale della collezione autunno – inverno 2009/2010 di Ter et Bantine presentata a Milano Moda Donna. La collezione punta sulla costruzione dei capi: non geometrie, ma volumi per dare un’idea di solidità e di moderna eleganza. Più

I tempi richiedono sobrietà e lo sa bene Manuela Arcari che la ripropone con convinzione. Questa la caratteristica principale della collezione autunno – inverno 2009/2010 di Ter et Bantine presentata a Milano Moda Donna.

La collezione punta sulla costruzione dei capi: non geometrie, ma volumi per dare un'idea di solidità e di moderna eleganza. Più che tagliare, scolpisce forme che paiono rubate all'arte costruttivista. I tessuti sono corposi, consistenti, rigidi, quasi maschili nella loro severità. Anche i rasi sono opachi.

La silhouette si allarga in alto, dando risalto al busto e si restringe in basso con gonne corte e pantaloni in jersey, indossati con ghette. Nelle gonne a pieghe e a ruota e nell'accentuazione del busto si coglie un vago sentore e riferimento agli anni '80.

Pochi i colori, dei classici: molto nero, i grigi, cammello, panna e qualche bagliore di rosso. Un tocco di civetteria è dato da abiti corti, un po' anni '60. Una collezione che vuole essere, nei pesi e negli spessori, sincera, neorealista e minimalista.

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