In occasione della Fashion Week di Milano, dopo Giappone, Cina, Spagna, Turchia, approda la mostra che vede le parole più belle della letteratura spagnola dialogare con 12 stilisti fra i più interessanti e visionari della Spagna.

Le parole di 12 grandi autori, a partire da Gabriel García Márquez fino a Miguel Delibes, sono il "filo ispiratore" che Agatha Ruiz de la Prada, Amaya Arzuaga, Devota & Lomba, per nominarne solo qualcuno, tessono per creare gli abiti in mostra, offrendoci uno sguardo inedito e stimolante su uno dei Paesi europei più vivaci dal punto di vista culturale ed economico.

La mostra "12 abiti per milano – stilisti spagnoli dialogano con la letteratura" è un racconto che mette in luce, attraverso la suggestione letteraria delle parole e la forza visiva degli abiti, in un gioco continuo di rimandi e corrispondenze altamente stimolante, come il mondo della moda e quello della letteratura, in realtà, si compenetrino in modo essenziale. Esiste un dialogo evocativo e significativo fra questi due linguaggi dalla forte componente culturale, una corrispondenza estetica, una matrice comune.

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Dodici scrittori in lingua spagnola, 12 autori selezionati fra quelli che hanno ricevuto i maggiori premi della letteratura spagnola e non – come il Nobel, il Nazionale, il Cervantes, il Príncipe de Asturias, il Reina Sofía – sono presenti con brani e poesie tratte dai loro capolavori. Il punto in comune? Il protagonismo di potenti personaggi femminili.

Sulle loro parole nascono e si intrecciano le opere dei 12 stilisti: Devota & Lomba, Agatha Ruiz de la Prada, Victorio & Lucchino, Alma Aguilar, Ailanto, Spastor, Duyos, Miriam Ocáriz, Davidelfin, Amaya Arzuaga, Francis Montesinos e Lydia Delgado.

"La moda è una delle arti che meglio coniuga l'aspetto spirituale con quello economico grazie al lavoro che l'industria di questo settore, quale ponte tra creazione e produzione, compie con grandi risultati. Ciò consente alla cultura di trovare il suo spazio e di conservare la sua dignità nel nostro mondo globalizzato", secondo il Ministro della Cultura, César Antonio Molina. "Se questo nobile obiettivo", commenta ancora il Ministro, "si può raggiungere con iniziative come la mostra "12 abiti per milano – stilisti spagnoli dialogano con la letteratura" che permettono la sinergia tra le varie arti, tanto che l'espressione della moda viene addirittura consacrata dalla letteratura, allora il risultato potrà essere encomiabile".

Ecco allora che l'associazione con la letteratura diventa elemento centrale. Le parole prendono vita sugli abiti, si animano in creazioni che avvolgono il corpo di significato. La similitudine fra le due forme espressive va anche oltre, come sottolinea Carmen Caffarel: "percepiamo la moda come una seconda pelle, siamo soliti interpretare la letteratura come una successione di maschere grazie a cui ci identifichiamo con i personaggi"

"Fin dagli ignoti sarti di meraviglie, inventori del principale stile di corte del XVI secolo, ai prestigiosi stilisti attuali il percorso è sempre partito dalla letteratura" dichiara Modesto Lomba, presidente dell'Asociación de Creadores de Moda de España.

Alcuni stilisti si sono pienamente identificati con i personaggi dell'opera letteraria, come Agatha Ruiz de la Prada con Ilona di Álvaro Mutis; gli Ailanto sono rimasti affascinati dalla conoscenza della moda manifestata da Carlos Fuentes; Francis Montesinos è sceso nella parte della potente Carlota Fainsberg di Antonio Muñoz Molina. Altri, come Davidelfín sono rimasti stregati dalle poetiche parole di Gamoneda e Victorio & Lucchino hanno creato uno splendido abito per vestire i versi di furia e lamento di Juan Gelman.

agatha%20mostra_01.jpg aguilar%20mostra_03.jpg arzuaga%20mostra_04.jpg delfin%20mostra_05.jpg duyos%20mostra_08.jpg fuentes%20mostra_02.jpg lomba%20mostra_06.jpg lomba%20mostra_07.jpg delgado%20mostra_10.jpg lucchino%20mostra_13.jpg  ocariz%20mostra_11.jpg spastor%20mostra_12.jpg

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