Max Mara ha inaugurato da poco, in Corso Vittorio Emanuele, nel cuore della Milano dello shopping, la nuova boutique, frutto del radicale restyling dello storico flagship.

Concepito come una scatola che dialoga con l'esterno, il nuovo spazio è dinamico e metamorfico: si inserisce in maniera fluida nell'ambiente circostante, accogliendone e direzionandone i flussi attraverso una sapiente suddivisione delle aree. Nasce da una idea concreta di architettura, ed esprime dimensioni differenti nei vari livelli che lo compongono. Lo shopping diventa così una esperienza multisensoriale, ambientata in uno spazio sorprendente e ludico.

Con i suoi 1400 metri quadri complessivi distribuiti su quattro piani, è questo il più grande progetto retail finora realizzato da Max Mara.

"La storia di Max Mara è legata ad una ricerca, creativa e industriale,  di stampo pioneristico" dichiara il Dott. Luigi Maramotti. "Partendo dal design di moda, la nostra sperimentazione si è spinta fino alla esperienza complessa, e a volte immateriale, dello spazio di vendita. Aprire questa struttura multiforme in un momento di grande discontinuità come quello odierno ha inoltre una valenza simbolica. Significa che il successo non può prescindere dal coraggio di ripensare il modo di relazionarsi con i propri clienti, cercando il più possibile di anticiparne i desideri".

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Coordinato da Duccio Grassi Architects, il progetto si avvale del contributo di diversi esperti, competenti ciascuno in aree specifiche. Il percorso di fruizione ha una cadenza ritmica centrata sulla sorpresa, accentuata dal layout verticale. Linee pure e materiali organici contribuiscono a creare uno spazio tattile e visivamente articolato, ricco di contrasti propulsivi.

Il legno è protagonista: rovere trattato a cenere, midollino e ipe lapacho proveniente dalle sedute di uno stadio argentino costruito duecento anni fa. A questo si accompagna il vetro trattato a foglia platino, puro e tagliente, e il metallo: lamiere ramate di ferro satinato a incrocio, esili strutture di acciaio inox lucido. Sparisce il bianco, in favore di tonalità calde, soffuse. Il linguaggio del negozio Max Mara, così, appare totalmente rinnovato.

Dalla pelle di vetro dell'esterno, una scatola priva di infissi che dialoga con la strada, si accede al livello del pian terreno, quello dell'emozione e della visione. Qui il negozio è decostruito. L'osmosi con la strada è sottolineata dalle vetrine, e da un'area-palcoscenico. Il piano ospita le collezioni di scarpe, borse, occhiali, profumi e accessori. Una imponente scala elicoidale di rame brunito con interni di rovere caratterizza fortemente lo spazio col suo profilo incalzante e sinuoso, risultando l'elemento di più forte impatto visivo.  

Il piano soppalco, livello della sensualità, del sogno, ospita il mondo Sportmax e Sportmax Code. Il primo piano, livello della misura e dell'eleganza, è invece diviso in due aree: una più ampia, di oltre 600 mq, dedicata al mondo Max Mara e ‘S Max Mara, con gli accessori coordinati; e una più intima e raccolta, pensata per la sposa.

Il quarto e ultimo piano, interrato, è in fine una vera e propria isola all'interno del negozio. Rappresenta il livello della naturalezza e della contaminazione: l'altro mondo architettonico e progettuale, caratterizzato da una diversa grammatica di forme e materie: ruvide e urbane, ma sinuose.

Battezzato The Basement, vi si accede attraverso una larga scala di pietra, ideale ingresso ad una stazione della metropolitana, e ospita le collezioni Weekend e il denim, insieme ad una selezione di oggetti di design e arredo, curata da Rossana Orlandi. L'alterità e autonomia di questo spazio è sottolineata dalla diversa identità grafica.

In tutte le aree del complesso, directory dettagliate informano non solo sulla divisione dei piani e la distribuzione delle collezioni, ma anche sulle attività del Gruppo Max Mara. Un negozio-percorso, fatto di storie che si intrecciano e di altre che vivono in autonomia, e che vivificano lo spazio con flussi continui di energia. 

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