Ecoadvertising – For a living planet by WWF: com’è piccolo il mondo

In assoluto, tra quelle finora pubblicate, questa campagna multisoggetto del Wwf è la mia preferita. Il meccanismo creativo è tutto basato sull’aspetto visual, che propone una suggestione tanto potente quanto non semplice da rilevare, almeno di primo impatto. La prima plausibile reazione davanti a uno degli annunci: perchè una campagna firmata Wwf – For a

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In assoluto, tra quelle finora pubblicate, questa campagna multisoggetto del Wwf è la mia preferita. Il meccanismo creativo è tutto basato sull’aspetto visual, che propone una suggestione tanto potente quanto non semplice da rilevare, almeno di primo impatto.

La prima plausibile reazione davanti a uno degli annunci: perchè una campagna firmata Wwf – For a living planet mi mostra una mano che stringe un asciugacapelli? Si parla di elettricità? Poi, appena balza all’occhio la piccola griglia posta davanti alla bocca dell’elettrodomestico – icona minimal del nostro bistrattato pianeta – tutto cambia, e di colpo comprendi. Prima cosa, dunque, lo stupore. Seconda: la capacità di mettere in connessione visivamente il pianeta nel suo insieme, e le piccole situazioni quotidiane su cui intervenire per cominciare a cambiare le cose, senza cadere in un approccio didascalico, anzi… Terza: anche il tono di voce è piuttosto efficace. In effetti, quando vedi il nostro pianetino unto e bisunto con la carta assorbente che non riesce ad arginare la situazione, l’impatto anche se (o proprio perchè) metaforico è bello tosto.

Una bella campagna, insomma. Con un versante testuale fatto di un solo pay off che condensa bene, e soltanto in 4 parole, la semplice ragione per cui Wwf sta mostrando le immagini in questione: For a living planet. Siete d’accordo?

Per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su Ecoblog.



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