Cuori Senza Età

Il Post che segue vuole accendere i riflettori su una serie televisiva assolutamente favolosa. Leggete, innamoratevi e procuratevi i cofanetti delle prime 3 stagioni delle avventure di queste donne stagionate!!“come vorrei avere di nuovo ventanni” Blanche “A me basterebbe averne di nuovo quaranta” DorothyPrima delle casalinghe disperate. Prima dei pranzi terapeutici a base di sesso

di Stefano

Il Post che segue vuole accendere i riflettori su una serie televisiva assolutamente favolosa. Leggete, innamoratevi e procuratevi i cofanetti delle prime 3 stagioni delle avventure di queste donne stagionate!!

“come vorrei avere di nuovo ventanni” Blanche
“A me basterebbe averne di nuovo quaranta” Dorothy

Prima delle casalinghe disperate. Prima dei pranzi terapeutici a base di sesso di Carrie & Co. Prima delle primedonne che spopolano nei nostri palinsesti c’erano loro, le protagoniste di The Golden Girls. Le eroine di Sex And The City possono vederle come zie, vicine di casa, amiche lontane. Ma soprattutto le abitanti di Wisteria Lane non possono che sentirsi figlie di Dorothy, Rose, Blanche. E nipoti, tutte, di Sophia.
Si appartengono perché sono nate tutte dalla penna di Marc Cherry, l’ideatore di Desperate Housewives e, qualche anno prima, di The Golden Girls, qui in Italia trasmesso col titolo Cuori senza età.
La prima stagione in America è andata in onda nel 1985 e la serie ha chiuso i battenti 7 anni dopo, nel ‘92, portando a casa una serie infinita di premi, creando poi uno spin-off, durato solo una stagione.
Facciamo un salto indietro di 20 anni e trasferiamoci in una bella villetta dell’assolata e calda Miami, dove vivono insieme tre ultra cinquantenni. La scelta non appare affatto casuale: è risaputo che gli americani parlano della Florida come il luogo ideale per passare gli anni della pensione (anche nell’ultimo film con Cameron Diaz, In Her Shoes, la nonna Shirley si è ritirata in uno dei centri per anziani attivi a Miami).Le protagoniste dividono le spese e si tengono compagnia.
Dorothy (Beatrice Arthur) è stata lasciata dal marito dopo 38 anni di matrimonio; Rose (Betty White) e Blanche (Rue McClanahan) sono vedove. Non potrebbero essere più diverse tra loro. Dorohy è quella “saggia”, risoluta, sempre con i piedi per terra, Rose è completamente svampita e con la testa tra le nuvole e Blanche – che della casa è la proprietaria – è un inguaribile civetta, non ammette che gli anni stiano passando, sempre attenta all’aspetto fisico e alla perenne ricerca di un uomo.
Nell’episodio pilota la normale vita delle “ragazze” è sconvolta dall’arrivo di Sophia Petrillo Estelle Getty, 80enne madre di Dorothy, che a causa di un incendio non ha più posto dove vivere. Sophia è l’elemento più delirante dello show, le sue frecciate da sole reggono totalmente la scena. Non che le altre non siano una fonte infinita di gag al vetriolo, intendiamoci. Ma lei e il suo sarcasmo senza freni lasciano lo spettatore senza fiato.
Oltre ai dialoghi, la mimica e il linguaggio del corpo sono gli altri due elementi che rendono le situazioni esilaranti. Le risate registrate non distraggono il pubblico, anzi sottolineano ulteriormente quello che sta accadendo. Vederlo nell’edizione italiana – doppiata in modo impeccabile – dove le risate sono state rimosse, e questo sacrifica un po’ l’effetto perché riempie i dialoghi di pause incomprensibili.
Se la prima stagione ci permette di entrare in confidenza con le quattro donne, scoprire com’era la loro vita prima della convivenza, conoscere le loro famiglie, solo all’ultimo episodio scopriamo come sono arrivate a decidere di dividere la casa e di essere le amiche inseparabili che sono. La solidarietà femminile è il vero collante tra queste donne, il loro stare insieme è totale. Dividono gioie e dolori, ma non sono complici e amiche come possono esserlo Bree e le altre. Queste donne hanno qualcosa in più: l’essere anziane.
Il paradosso di questa serie è che non mancano l’amore e il sesso. Il tabù della sessualità degli anziani è stato abbattuto, e non manca la consapevolezza di esperienze già vissute alle spalle. Sono madri, nonne, ma non per questo la loro vita ha smesso di girare.
In America Cuori senza età in America si è affermato come serie di culto per la comunità gay e lesbica. L’autore, gay dichiarato, sostiene che essere gay lo ha aiutato a capire meglio le donne. “Sono sempre stato affascinato dall’universo femminile e ho sempre avuto tantissime amiche –spiega – una circostanza che non capita spesso agli uomini eterosessuali”. La civetteria di Blanche, la sua aria da mangiauomini, le sue mosse da Rossella O’Hara. Rose, sempre sopra le righe, le sue gonne a ruota e le invocazioni dei sani valori di una volta che ricordano la signora Cunningham di Happy Days. E Dorothy, col suo carattere forte e il look maschile, per strizzare l’occhio a un certo gusto lesbo. Scene e costumi davvero al limite del kitch, fuori dallo stereotipo America Anni Ottanta. Sono i tratti distintivi di una serie che non passa inosservata, così vera nonostante i suoi eccessi, così malinconica nonostante le risate, così complessa nella sua finta semplicità. Da sottolineare un paio di episodi con temi assai caldi..quello dell’amica lesbica di Dorothy e quello della FtM…ricordiamoci che eravamo negli anni 80…ma si era davvero meno moralisti!!!