Turismo procreativo: si va all’estero per rimanere incinte contro la legge 40

Chi vuole fare un figlio e ha difficoltà a concepirlo molto spesso deve disporre di una grossa quantità di denaro tra viaggi all’estero e cure mediche. Qualche tempo fa Repubblica parlava addirittura di coppie che accendevano un mutuo proprio per avere un bambino.Più di 10mila coppie italiane (dati del 2008) si sono rivolte alle cliniche

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Chi vuole fare un figlio e ha difficoltà a concepirlo molto spesso deve disporre di una grossa quantità di denaro tra viaggi all'estero e cure mediche. Qualche tempo fa Repubblica parlava addirittura di coppie che accendevano un mutuo proprio per avere un bambino.

Più di 10mila coppie italiane (dati del 2008) si sono rivolte alle cliniche straniere per aggirare la famigerata legge 40 che vieta la diagnosi pre-impianto, la fecondazione eterologa e la conservazione degli embrioni.

E ovviamente tanti viaggi all'estero costano!

La diagnosi pre-impianto sarebbe l'unico modo per chi ha malattie genetiche come la talassemia o la fibrosi cistica per sperare di avere figli sani.

In Italia si possono creare al massimo tre embrioni (che è un numero troppo basso per avere una diagnosi utile), è vietato congelarli e bisogna impiantarli tutti, anche quelli malati.

E' nato quindi un vero e proprio "turismo procreativo". Il professor Andrea Borini, presidente dell'Osservatorio del Turismo Procreativo, spiega che

"grazie alle limitazioni della nostra legge i centri esteri proliferano e hanno aperto 40 siti web in italiano visto che, dalle mille richieste del 2001, nel 2006 erano già 4.200 le coppie in trasferta"

Repubblica segnala che in una sola clinica a Barcellona hanno trattato mille donne italiane. I costi vanno dai 3.000 ai 9.000 euro.